«L’attimo prima della scelta è quello in cui siamo più vivi». Paolo Di Paolo presenta “Tempo senza scelte”.


Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo

Lo scrittore romano, classe ’83, Paolo Di Paolo in questo anno è balzato spesso agli onori delle cronache editoriali (tanto che il giornalista Filippo La Porta l’ha inserito fra i dodici “canonizzatori” ovvero i dodici critici letterari presenti in “Canone 2030. Una scommessa sulla letteratura italiana” – edito da Enrico Damiani editore e in uscita il 24 ottobre – chiamati a determinare quali libri saranno ancora validi nel 2030). Con Feltrinelli  ha pubblicato il romanzo “Una storia quasi solo d’amore” (Feltrinelli), è tornato in libreria a settembre con una nuova edizione di “A Roma con Nanni Moretti” (firmata con Giorgio Biferali e pubblicato da Bompiani) e da pochi giorni ha pubblicato con EinaudiTempo senza scelte” (pp. 120 euro 12), un saggio che coglie l’indeterminazione dei tempi moderni e una società sospesa, condannata all’eterna adolescenza. Venerdì 21 ottobre, durante la seconda edizione del “BookB@ng. Festival delle espressioni letterarie”, Paolo Di Paolo presenterà “Tempo senza scelte” al Palacultura Antonello da Messina (alle ore 19 in Sala A), dialogando con la giornalista Anna Mallamo. Ma non è tutto, poiché Paolo Di Paolo parteciperà anche alla tavola rotonda “#BookbangTheatre. Perché i romanzi producono teatro?”- coordinata da Vincenzo Bonaventura, Elisabetta Reale e Fabio Rossi – parlando della sua recente esperienza drammaturgica relativa a “Istruzioni per non morire in pace” portando in scena otto attori, 120 ruoli complessivi per nove ore di messa in scena totale.

A Messina parteciperà ad una tavola rotonda relativa al suo lavoro teatrale.

«“Istruzioni per non morire in pace” è uno spettacolo sulla grande guerra e tutto nasce da una commissione dell’ente teatrale Emilia Romagna. Sino ad oggi è andato in scena a Modena e Cesena e approderà nel prossimo aprile al teatro “La Pergola” di Firenze. Al BookB@ng, curato da Maria Cristina Sarò, ci sarà un momento di riflessione relativo al rapporto fra gli scrittori e la scena teatrale. Una delle cose più interessanti è il fatto che ho cercato di prestare la mia capacità narrativa, poiché io sono e resto uno scrittore, ad un’esperienza drammaturgica e mi sembrava molto interessante farlo uscendo dagli schemi tradizionali».

arton145118-1Ovvero?

«Ho scritto addosso agli attori, come i vecchi drammaturghi. Non ho scritto un testo che la compagnia mettesse in scena ma l’ho scritto proprio per i suoi interpreti, per la regia di Claudio Longhi, uno degli allievi di Luca Ronconi e il suo primo attore ovvero Lino Guanciale (in questi giorni sugli schermi di RaiUno con la fiction L’Allieva tratta dai libri di Alessia Gazzola, ndr). In “Istruzioni per non morire in pace”, la guerra è onnipresente ma non è mai protagonista sulla scena, rappresentando tutto ciò che un mondo sta facendo per andare incontro alla sua distruzione. Racconto un’Europa che precipita dentro l’apocalisse della prima guerra mondiale, usando come bussola narrativa tantissima letteratura, da Thomas Mann a Stefan Zweig, il mondo in fermento della belle époque piombato nel dramma delle trincee, raccontando un mondo che danzava sopra le macerie, per citare Günter Grass».

Un anno molto prolifico. È appena tornato in libreria con il saggio “Tempo senza scelte” che venerdì presenterà a Messina. Di cosa si tratta?

«In questi anni c’è un attrito molto forte fra la nostra volontà e le scelte che riusciamo realmente a compiere. Nella nostra società occidentale, le scelte sono ormai opzioni reversibili, faccio questo o quello, riducendo il tutto ad una semplice opzione. Questo tempo in cui viviamo sembra non consentire una scelta netta, permettendoci di rimandare tutto all’infinito anche nei nostri rapporti privati, come se ci lasciassimo sempre una via di fuga».

locandina_istruzioniPossiamo individuare un percorso che ci responsabilizzi daccapo?

«Credo di sì. Per ricercarlo ho compiuto una traversata dentro la letteratura del Novecento e i suoi grandi interpreti. Torno a Piero Gobetti, passando per Renato Serra e Federico García Lorca, coloro che quando la storia premeva sugli uomini, hanno deciso di prendere una posizione.

 Dal passato giunge al presente.

«E mi chiedo: possiamo ancora scegliere? Del resto oggi, a 33 anni, so di aver avuto sempre alle mie spalle una rete di protezione, un paracadute. E dunque pagina dopo pagina vado alla ricerca di una possibilità intermedia fra l’eroismo del Novecento, ormai impraticabile e la nostra vita senza nessuna scelta che rischia di diventare apatica e smorta. Ma ricordiamoci che Kierkegaard diceva che l’attimo prima della scelta, senza ritrarci, è quello in cui siamo più vivi».

FRANCESCO MUSOLINO®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD, 20 OTTOBRE 2016

 

Informazioni su Francesco Musolino

Francesco Musolino, giornalista siciliano, classe '81. Scrive di libri e cultura su diverse testate nazionali. Ha ideato il progetto lettura noprofit @Stoleggendo su Twitter.

Pubblicato il 2016/10/21, in Interviste con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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