I profughi, le leggi danesi, la crisi di Schengen e la letteratura. Intervista a Björn Larsson


 

Björn Larsson

Björn Larsson

«Senza Schengen, crolla l’Europa». Tornare in patria e dover mostrare i documenti alla frontiera, tornando indietro di parecchi decenni, quando l’Europa unita era ancora una lontana utopia. Accade oggi, nel 2016 ed è successo a Björn Larsson, filologo, traduttore, nonché uno degli autori svedesi più noti anche in Italia (i suoi libri sono tutti editi da Iperborea, l’ultimo è “Raccontare il mare”, 2015). Il flusso di migranti e profughi che dalla Siria preme contro le frontiere europee è destinato a sconvolgere la nostra economia e il nostro stato sociale. Lo dimostrano le rigide risposte normative danesi che hanno indignato Larsson e non solo. Ma cosa sta accadendo in Scandinavia? Che impatto hanno queste migrazioni sulla nostra coscienza collettiva? 

Svezia e Danimarca hanno chiuso le frontiere. Cosa significa?
«Bisogna innanzitutto spiegare che la situazione è molto diversa fra Danimarca e Svezia. La Danimarca ha chiuso le frontiere come una reazione alla decisione della Svezia di esigere una carta d’identità per fare entrare i profughi, semplicemente perché la nostra capacità d’accoglienza è sul punto di crollare. Abbiamo accettato in un anno più di 160.000 profughi, più di ogni altro paese europeo. La Danimarca, invece, da molti anni dichiarato – con un consenso politico quasi unanime – che loro non sono pronti a prendere profughi.
La Svezia ha sempre avuto una buona reputazione nel mondo per l’accoglienza degli immigrati e per il rispetto delle leggi internazionale per quanto riguarda l’asilo. Ad esempio, dopo la Seconda Guerra mondiale, il mio paese ha accolto decine di migliaia di sopravvissuti dei campi di concentramento».
larsson2Per contribuire al costo che avranno sul welfare, il parlamento danese discuterà un disegno di legge per sequestrare i beni dei profughi. Che ne pensa?
«È una vergogna! Non hanno vestiti, né giocattoli per i bimbi, hanno lasciato tutto indietro, mobili, libri, ricordi, case. E adesso il governo danese propone di togliergli tutto! Significa che il governo danese li considera come colpevoli e non come vittime. Non siamo lontani dagli nazisti che, all’inizio del antisemitismo sistematico, facevano pagare caro agli ebrei i visti di uscita per lasciare Germania».

Cosa dice la legge?
«Gli immigrati devono essere trattati come i cittadini danesi che ricevono un aiuto minimo dallo Stato per sopravvivere. La legge in vigore dice che un danese non può ricevere una sovvenzione dallo Stato se ha un capitale di più di 1.000€, cosa che è già discutibile. Ma la differenza – capitale – è che un profugo, alla differenza del cittadino danese, non ha il diritto di rimanere e di lavorare e non sa se mai lo avrà. Perché c’è bisogno di una legge speciale per gli immigrati, se lo scopo è di trattare tutti, danesi e immigrati, alla stessa maniera?»
Lei ha un ottimo feeling con l’Italia. Crede che il nostro paese stia agendo bene a livello politico sul tema dell’emergenza profughi?
«Una cosa incoraggiante che mi ha colpito è che in Italia non sembra esistere un partito xenofobo e populista al Sud, addirittura lì dove ”dovrebbe” esistere visto che per anni è il meridione ha dovuto fare fronte all’arrivo di decine di migliaia di immigrati. Il razzismo e la xenofobia in Italia sembrano concentrati al Nord, lì dove c’è la ricchezza del paese. Penso ad Hannah Arendt, lei diceva che non esisteva un antisemitismo radicale in Italia; i nazisti hanno dovuto fare il loro sporco lavoro senza l’aiuto degli Italiani, cosa che non accadde in Francia o Ungheria, per esempio. Devo esprimere la mia ammirazione per la guardie costiere e la marina militare che hanno fatto il proprio dovere senza esitare, facendo di tutto pur di salvare vite in mare. Per me, meriterebbero il premio Nobel della pace. Mi disturbano invece i ”reati di solidarietà” e di ”clandestinità”, adottati in Francia e Italia. Che salvare vite possa essere considerato come un reato o un atto di criminalità è una vergogna».
larsson4I fatti della notte di capodanno a Colonia stanno scuotendo l’opinione pubblica. Anche questo peserà sul dibattito in Svezia dove le donne sono ai vertici?
«Non è vero che le donne sono ai vertici in Svezia, non ancora. Invece, mi sembra vero che il rispetto della parità e l’uguaglianza fra donne e uomini sia un valore condiviso da quasi tutti in Svezia. Forse sono proprio questi i valori principali per misurare il livello di libertà e di civiltà in un paese democratico. Le violenze della notte di Colonia, e non solo, qui sono visti come un problema di misoginia e io sono d’accordo. Lo stupro, la pedofilia, i femminicidi, la violenza in casa, il maschilismo in generale, chiaramente non sono riservati agli immigrati, musulmani o no. Mi ha molto colpito la rabbia che hanno destato gli stupri collettivi in India, ma quando la stessa cosa succede in Europa, a casa nostra, da parte dei ”nostri” concittadini, è sempre definito come una deviazione individuale, non come l’espressione di una cultura maschilista. Perché?»
Che cosa può fare la letteratura contro l’estremismo e per l’umanità?
«Bella domanda! Me lo chiedo ogni giorno. Sono convinto che la ”buona” letteratura, ci aiuti a capire meglio la vita, preparandoci a vivere meglio anche nella realtà. Dopo le ultime stragi a Parigi, il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, aveva dichiarato: ”Chi avrebbe potuto immaginare che questo potesse succedere?” Le stesse parole sono stato dette da un senatore americano a una commemorazione dell’undici di settembre a New York. Eppure, nel mi romanzo L’occhio del male (edito da Iperborea nel 2002), avevo già immaginato possibilità simili. I politici dovrebbe leggere più romanzi per immaginare che cosa sia veramente possibile. Soprattutto, la letteratura può aiutarci a mettersi nei panni degli altri. Per esempio, cosa provano i genitori che decidono di rischiare la loro vita e quella dei loro bimbi per scappare dalla guerra in Siria? A volte ho l’impressione che gli scrittori odierni predichino nel deserto».

FRANCESCO MUSOLINO®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD, 22 gennaio 2016

Informazioni su Francesco Musolino

Francesco Musolino, giornalista siciliano, classe '81. Scrive di libri e cultura su diverse testate nazionali. Ha ideato il progetto lettura noprofit @Stoleggendo su Twitter.

Pubblicato il 2016/01/28, in Interviste con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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