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Come nascono le fake-news?

 

Un viaggio all’origine del sovranismo e delle bufale. Su Gazzetta del Sud

Amos Oz: «in Sicilia respiro aria di casa».

«Passeggiando per le strade di Taormina, passando in mezzo alle persone, ovviamente non capivo cosa dicessero ma il linguaggio del corpo e la gestualità mi hanno dato i brividi. Mi sono sentito improvvisamente a casa». Attesissimo, lo scrittore israeliano Amos Oz – i cui romanzi sono tradotti in 41 lingue – ieri è stato una delle stelle della serata inaugurale dell’ottava edizione del Taobuk – dedicata al tema Rivoluzioni – ritirando il Taormina Awards for Literary Excellence.

 

Dal Premio Strega a Ester Viola. Consigli di lettura sotto l’ombrellone.

Edoardo Albinati

Edoardo Albinati

Sarà il turno del Premio Strega che ha vinto con merito o di un appassionante graphic novel sulla cucina siciliana? O magari, sotto l’ombrellone leggeremo un bel thriller ambientato in Svezia o un giallo dedicato alla scomparsa di Ettore Majorana? Con sessantamila titoli pubblicati, scegliere un buon libro da portarsi in riva al mare (o sul divano, con l’aria condizionata) è sempre più arduo. La Gazzetta del Sud vi propone una prima puntata, dedicata ai libri per l’estate. E buona lettura! Leggi il resto di questa voce

I nuovi mediatori culturali, dal web alla radio, dalla carta stampata alla tv.

zanchiniLa 29esima edizione del Salone Internazionale del libro di Torino è stata archiviata registrando, nell’arco delle cinque giornate complessive, un incremento di visitatori del 4,05% rispetto al 2015. Verrà ricordato come il Salone dei giovani (oltre 25.000 complessivi) e degli eventi in diretta streaming. Questa è stata l’edizione della kermesse torinese che ha concesso più spazio alle tematiche food e delle code sterminate per accedere agli eventi sold-out con Checco Zalone, Luciano Ligabue e Roberto Saviano. Ma una volta chiusi i cancelli, liberati gli stand dei padiglioni del Lingotto, restano sul campo tante domande sul futuro dell’editoria. Leggi il resto di questa voce

«La nostra miopia sugli sbarchi odierni si somma a quella sul nostro passato storico». Alessandro Leogrande racconta “La Frontiera”.

Alessandro Leogrande

Alessandro Leogrande

«La frontiera è un termometro del mondo. Un insieme di punti immaginari, la moltiplicazione di una serie di luoghi in perenne mutamento». Nel suo nuovo libro, “La frontiera” (Feltrinelli editore, pp. 320 €17), Alessandro Leogrande – tarantino, classe ’77, giornalista, scrittore e curatore di diverse antologie – indaga con umanità il dramma dei migranti compiendo un piccolo miracolo, passando dal profilo generale della questione a quello personale, narrando l’epopea «senza alternativa» di diversi uomini, spesso giovanissimi, che hanno affrontato una morte probabile in mare per scongiurare una condanna certa, fuggendo dalla miseria, dalla guerra, dalla persecuzione in patria. Il racconto dei profughi non può prescindere dal nostro passato storico e non può essere governato senza uno sguardo al futuro. Il rischio è che si possano ripetere fatti violenti come quelli verificatisi nella notte di Capodanno a Colonia«l’inviolabilità del corpo delle donne non può essere messa in discussione, ma la politica delle perenne emergenza impedisce ogni tipo di possibile integrazione».  Leggi il resto di questa voce

A Natale regala un libro. E che sia anche bello.

A Natale, sotto l’abete, possiamo scegliere di regalare e (regalarci) un libro. Ma visto che ci siamo perché non scegliere un testo che sia anche bello? I librai sanno bene quanto sia difficile per un lettore orientarsi nel mare magnum delle novità editoriali, per questo motivo, ormai tradizione nella tradizione, Gazzetta del Sud propone ai suoi lettori un vademecum sui libri strenna, spaziando fra saggi e libri d’autore, fra l’arte e le leggende natalizie, per un Natale che sia davvero ricco di letture di qualità.

«Leggere, in fondo, è uno degli atti più privati e solitari che possiamo fare» ma Fabio Stassi, ne “Il libro dei personaggi letterari dal dopoguerra ad oggi” (Minimum Fax) ha aperto la porta della sua immaginazione lasciando che il lettore potesse vestire i panni degli eroi letterari più amati. Stassi ha sempre redatto le schede dei personaggi tratti dai libri che gli stavano più a cuore e piano piano, la loro voce si è sovrapposta alla sua; d’altro canto, Stassi si è trovato a guardare le cose dal loro punto di vista, «in una inesauribile sfida mimetica». Così come ogni libro rimanda ad un altro, tutti i personaggi cui Stassi ha voluto donare la parola sono legati fra loro e raccontano la fascinazione del demone della lettura.

A vent’anni, Tommaso Pincio non si chiamava anagraficamente così. Era un ragazzo innamorato dell’arte che non conosceva ancora il suo futuro – e le sue innate doti di romanziere (con il suo ultimo romanzo, “Panorama” ha da poco vinto il Premio Sinbad). Nacque da un bruciante rifiuto il suo attuale alter ego e oggi, Pincio ha voluto ripercorrere a ritroso la sua carriera. Difatti, in “Scrissi d’arte” pubblicato da L’orma editore, raccoglie e commenta quegli scritti frutto d’una vita di studi e passione come pittore e critico d’arte, sublimandoli con il punto di vista del romanziere. Un montaggio artistico calzante che analizza i più significativi artisti contemporanei in una chiave emotivamente inedita.

Amati, odiati, attesi o vilipesi, i postini hanno in mano il nostro destino. O almeno la chiave del nostro umore giornaliero, a seconda di cosa serbino per nostro conto nelle loro borse. In “Andare. Camminare. Lavorare – l’Italia raccontata dai portalettere” (Feltrinelli), Angelo Ferracuti racconta l’andirivieni giornaliero di questo «piccolo esercito di formiche» che si snoda lungo l’Italia intera  «da Chamois allo Zen di Palermo, da Milano a Trepalle […] sotto il vulcano dell’Etna, mentre sta piovendo, nevica, o il sole cocente accarezza e brucia i corpi». Un progetto narrativo inedito fatto di tante storie e intessuto di racconti di vita.

Se di libri di Natale si parla, forse la strenna per eccellenza è “La Notte di Natale” di Selma Lagerlöf (Iperborea) dove raccoglie varie storie, spaziando dalla Giudea sino a Dante. La scrittrice svedese – primo premio Nobel al femminile nel 1909 – compone un libro in cui l’unico limite all’immaginazione può essere quello del lettore e se Gesù è il punto di partenza, l’attenzione va puntata sugli uomini che, racconto dopo racconto, riceveranno una inaspettata epifania, proprio come accade ai magi, immaginati come tre poveri emarginati che seguono la stella cometa sognando oro e potere e scoprendo com’è umile la felicità.

Il periodo delle feste è sempre adatto per aggredire quei grandi classici capaci di trasportarci lontano dal tempo, come “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust. Ma questo Natale, sarà possibile conoscere anche l’aspetto da prolifico saggista del romanziere d’Oltralpe grazie a “Saggi” edito da Il Saggiatore, dove sono raccolti numerosi articoli e recensioni di critica letteraria e artistica. Il volume in edizione integrale – curato da Mariolina Bongiovanni Bertini e Marco Piazza – spazia dai primi componimenti scolastici sino alle elaborate critiche della maturità, tracciando una completa parabola artistica. Fra i numerosi saggi raccolti vanno segnalati alcuni scritti, fra cui “[Swann spiegato da Proust]” e i componimenti su pittori e scrittori, da Tolstoj sino a Rembrandt.

Rimanendo sulla chiave inedita, in libreria è da poco giunto “L’Esegesi” di Philip K. Dick (edito da Fanucci) e curato da Pamela Jackson e Jonathan Lethem. Mentre in America impazza la serie “The man in the high castle” – tratto dal suo celebre romanzo “la svastica sul sole” – Fanucci pubblica in Italia un suo prezioso inedito, un’ampia raccolta scelta fra oltre ottomila pagine di appunti, con lo scopo di documentare «il tentativo di comprendere “2-3-74”, ovvero un’esperienza visionaria dell’intero universo “trasformato in dati”». Scritti, parte a mano e parte a macchina, in cui si affollano confessioni intime e racconti onirici ma anche numerose trame romanzate, proseguendo il quel cammino verso l’ignoto e il trascendente che i suoi lettori appassionati, hanno già conosciuto con la misteriosa “Trilogia di Valis”.

Infine una parentesi glamour. Cosa rende lo stilista Giorgio Armani così contemporaneo? Secondo la giornalista Giusi Ferré è la sua «etica, dalla quale fa discendere la sua estetica». Ne “Il sesso radicale” (Marsilio) troviamo una selezione di testi critici e un ampio portfolio di immagini, mediante cui la Ferré conduce un’analisi inedita sul lavoro di una fra le firme più celebri dell’alta moda. Emerge tutto il senso del ruolo forte assegnato alla donna «cross gender», intesa come una nuova rappresentazione di quella società liquida, già profetizzava da Bauman.

FRANCESCO MUSOLINO@

FONTE: GAZZETTA DEL SUD – 13 DICEMBRE 2015

Giorgio Armani. Il sesso radicale – Giusi Ferré – Marsilio pp. 176 con 130 ill. a col. e b/n Euro 35,00
La notte di Natale. Le leggende di Gesù – Selma Lagerlöf – Iperborea PP. 192 TR. it. M. SVENDSEN BIANCHI € 15,50
Andare. Camminare. Lavorare – l’Italia raccontata dai portalettere – Angelo Ferracuti – Feltrinelli pp. 352 €18
Scrissi d’arte – Tommaso Pincio – L’orma editore pp.304 €21
Il libro dei personaggi letterari. dal dopoguerra a oggi. – Fabio Stassi – Minimum fax pp.619 €20
Marcel Proust – Saggi – Il Saggiatore Pp. 974 € 75
Esegesi – Philip Dick – Fanucci editore, pp.1312 €50 tr.it. Maurizio Nati

 

 

Il Facilitatore, Sergio Rizzo, Feltrinelli (Gazzetta del Sud, 18 novembre 2015)

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Concita De Gregorio: «il dolore fa male ma noi dobbiamo saper tornare al mondo»

Concita De Gregorio

Concita De Gregorio

Irina Lucidi ha perso le tracce delle sue due gemelle di sei anni – Alessia e Livia – il 31 gennaio 2011. L’ex marito Mathias Schepp le rapisce e dopo 5 giorni di viaggio, attraverso la Francia e la Corsica, arriva a Cerignola in Puglia, posteggia l’auto, va in stazione e si fa travolgere dal treno. Nessuna notizia delle due bimbe, la cui sorte resterà sepolta nell’oblio. Mathias lascia però un biglietto che non lascia spazio alla speranza: «le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più».  Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica con un impatto emotivo fortissimo rivelando l’approssimazione delle indagini svolte dai gendarmi svizzeri, incapaci di ammettere la possibilità che un uomo stimato dalla comunità potesse macchiarsi di queste efferate colpe, tanto che alla fine proprio Irina, la vittima, è stata isolata e silenziosamente condannata. Oggi Irina ha quasi 50 anni e ha voluto raccontare la sua vicenda a Concita De Gregorio – giornalista, scrittrice e mamma di quattro figli – fortemente consapevole del potere terapeutico insito nelle parole. Il frutto di questo incontro è il libro “Mi sa che fuori è primavera” (Feltrinelli, pp.122 13€), un testo asciutto, empatico nel modo in cui racconta il dolore, nel pesare le nostre colpe per ciò che ci accade. Oggi Irina ha ritrovato l’amore e difatti questo libro racconta anche la possibilità di ricominciare un giorno anche ad essere felici, nonostante tutto.  Leggi il resto di questa voce

#HoLettoCose – Onora il babbuino (Michele Dalai, Feltrinelli, 2015)

#HoLettoCose – Onora il babbuino (Michele Dalai, Feltrinelli, 2015)

9788807031465_quarta.jpg.448x698_q100_upscaleChe libro ha scritto Michele Dalai? Faccio subito un passo indietro. Dalai è un omone con la barba e il sorriso buono. Potete seguirlo in tv o su twitter. Oppure no. Anche se è interista e non è bello dire certe cose perché è facile farsi una cattiva idea delle persone. Ma c’è una cosa che lo rende speciale: Michele Dalai è un editore – di quelli veri – e già il semplice fatto di credere nei libri in un simile momento, mettendoci la faccia e non solo, credo meriti un applauso. Ma a dirla tutta c’è un’altra cosa che gli fa onore.

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«C’è una zona d’ombra in tutti noi, ma solo alcuni sono pronti a scoprirne le conseguenze». Marco Missiroli si racconta

Marco Missiroli

Marco Missiroli

Marco Missiroli è uno dei più talentosi scrittori italiani e la conferma arriva da più parti. Dai lettori, in primis, che lo attestano ai vertici delle classifiche di vendita da settimane, dalla critica letteraria che lo ha generosamente recensito e infine anche d’Oltralpe, visto che Emmanuel Carrère lo ha definito “scrittore d’eccellenza”. In un periodo in cui si va a caccia di lettori, ricca di spunti è la biografia di Missiroli: riminese, classe ’81, si scopre lettore tardivo destando la propria passione per la parola scritta a diciannove anni che poco dopo lo condurrà verso la scrittura. Con successo, visto che il suo libro d’esordio, “Senza coda” (Fanucci, 2005), gli valse il Premio Campiello opera prima e con il suo quarto romanzo, “Il senso dell’elefante” (Guanda, 2012) ha ottenuto il Premio Campiello Giuria dei Letterati 2012. Nel suo nuovo romanzo “Atti osceni in luogo privato” – fresco vincitore del Premio Mondello Opera Italiana e pubblicato da Feltrinelli (pp.256 €16) – Missiroli firma una storia capace di toccare i lettori sia a livello cerebrale che emotivo, raccontando la storia di Libero Marsell e il suo percorso di crescita dai dodici anni sino alla maturità: affettiva, intellettiva e sessuale. Sin dalla copertina – recante uno storico scatto del fotografo Erwin Blumenfeld – Missiroli prende in contropiede il lettore, con una prosa sempre fluida e musicale ma densa di sensualità e presenze femminili misteriose e conturbanti. Su tutte spiccano Lunette, la giovane farfalla nera che battezza Libero ai piaceri della carne e ai dolori del cuore; e Marie, la bibliotecaria parigina, irraggiungibile promessa di felicità. Missiroli racconta il percorso agrodolce di un ragazzo invisibile che troverà la sua strada e questo cammino è costellato da letture d’autore – da Camus a Buzzati, da Faulkner a Whitman – ribandendo, a nostro avviso con forza, che anche le esperienze vissute sulla pagina scritta contribuiscono a renderci più vivi e consapevoli. Leggi il resto di questa voce