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Jeff Kinney: «sono andato ad Amatrice per far sorridere i ragazzi con la mia Schiappa».

 

Jeff Kinney

«Sono andato ad Amatrice ad ascoltare i ragazzi, per portare qualche sorriso, un po’ di speranza e lasciare sfogare tutta la loro creatività». Lo scrittore Jeff Kinney è il creatore del celeberrimo “Diario di una schiappa”, la serie di libri per giovani lettori, edita da Il Castoro, che macina milioni di copie ovvero ben 180 milioni di copie vendute in tutto il mondo (oltre 3 milioni in Italia), superando autori osannati come Dan Brown. Il primo volume, “Diario di una schiappa”, edito nel 2007, è considerato ormai un classico ed è stato tradotto persino in latino da un latinista del Vaticano. La serie della Schiappa ha macinato un successo dopo l’altro, incuriosendo un pubblico variegato per l’azzeccato miscuglio fra disegni lineari, elementari, e le trame ricche di contrattempi e ironia. Dal libro al cinema il passo è stato breve con ben quattro pellicole all’attivo e un adattamento teatrale. Ma chi è la schiappa? Il suo nome è Greg Heffley, un ragazzino di undici anni che vorrebbe diventare popolare e sopravvivere nel difficile mondo delle scuole medie e in tutte ciò che lo circonda, dal campo scuola estivo alle vacanze in famiglia sino all’ultimo uscito, il decimo della serie, “Diario di una schiappa. Non ce la posso fare!” (pp. 218 euro 13 pubblicato nel 2016, tradotto da Rossella Bernascone) in cui gli tocca l’improbo compito di provare a sopravvivere senza connessione wifi in un campeggio immerso nella natura selvaggia. Nel tempo libero, Jeff Kinney (classe ’71) gestisce con la moglie una libreria, An Unlikely Story Bookstore & Café, in una città di soli ottomila abitanti, Plainville – ma per la scrittura si ispira alla vita familiare, alle proprie marachelle d’infanzia, lasciando correre a briglia sciolta la propria, funambolica, fantasia, mescolando scrittura e disegni: «Da piccolo leggevo i fumetti. Faccio il lavoro che ho sempre sognato. Ma Greg è un eterno Peter Pan, lui non crescerà mai». In questi giorni Jeff Kinney è in Italia per incontrare i propri lettori (è una delle star alla Fiera del libro per ragazzi a Bologna) ma ha deciso di recarsi anche ad Amatrice, fra le comunità più colpite dai recenti terremoti.

Ben 180 milioni di libri venduti nel mondo. Qual è il segreto del suo successo?

«Ci ho pensato a lungo. I libri più venduti per ragazzi sono spesso declinati in tema fantasy, fra magia e mostri. Greg è molto diverso. Non è affatto perfetto, anzi, è pieno di difetti ma alla fine gli eroi senza macchia sono davvero noiosi, non trova? Greg è un ragazzino qualunque che vorrebbe soltanto potersi rilassare sul divano ma le disavventure lo vanno a cercare…e i lettori di tutte le età ridono con lui. Penso davvero che piaccia semplicemente perché parla della sua vita, delle sue disavventure normali e ordinarie. Cercando di scherzarci su, di ingoiare i bocconi amari che ogni tanto ci capitano. In fondo imparare a ridere, ci aiuta a vivere meglio, no?».

Greg a chi si ispira?

«Beh, ero un po’ una schiappa da piccolo, lo ammetto sinceramente. I miei ricordi d’infanzia mi tornano in mente e mi ispirano ancora. Ma giornalmente accadono cose bizzarre ai miei figli che finiscono dritte nei miei libri. Sin da quando ero piccolo, il mio sogno è sempre stato quello di raccontare la vita a fumetti ma per farlo bisogna tenere gli occhi aperti e catturare tutto ciò che di buffo ci circonda».

Lei è andato ad Amatrice per incontrare i ragazzi. Che esperienza è stata?

«Davvero molto forte ma ci tenevo molto ad esserci. Ho seguito tutto ciò che è accaduto dagli Stati Uniti e sia io che il mio editore, Il Castoro, abbiamo pensato che sarebbe stato davvero un bel regalo andare in questi luoghi, raggiungere delle località in cui c’è davvero bisogno di conforto e speranza».

Il suo Greg è stato tradotto anche in latino!

«Sì, è stato tradotto il primo volume della serie, “Commentarii de Inepto Puero”, a cura di Monsignor Daniel B. Gallagher, latinista dell’ufficio Vaticano per le Lettere Latine e curatore del profilo Twitter in latino di Papa Francesco. Davvero curioso, non trova?».

Ha mai pensato di scrivere un libro per adulti?

«Sì, certamente. Ma non ho intenzione di fare qualcosa solo per dimostrare ad altri le mie capacità narrative. Mi piace scrivere per i ragazzi perché mi lascia libero di sognare. E francamente, sono convinto che i bambini siano molto più interessanti degli adulti».

Jeff, lei è preoccupato per la situazione in America?

«Sì, sono molto preoccupato. L’America oggi versa in una situazione disastrosa. Il presidente Trump divide anziché unire la gente, crea forti contrasti. Non è un momento facile e in generale, mi sembra che nel mondo ci sia tanta confusione. È davvero un bel problema».

FRANCESCO MUSOLINO ®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD APRILE 2017