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Clara Sánchez in anteprima nazionale a Messina presenta “La voce invisibile del vento”

In occasione dell’uscita de “LA VOCE INVISIBILE DEL VENTO” (Garzanti editore), il nuovo e attesissimo libro della scrittrice spagnola CLARA SÁNCHEZ, la libreria Mondadori di Messina e l’associazione culturale “La Gilda dei Narratori”, sono liete di presentare l’ANTEPRIMA NAZIONALE del suo nuovo tour che toccherà le maggiori città italiane.

L’evento si terrà al Palacultura “Antonello da Messina”lunedì 5 marzo alle ore 18 e il giornalista messinese, Francesco Musolino, dialogherà con l’autrice.

Cresce l’attesa in città per l’arrivo di Clara Sánchez che con il suo precedente libro, “Il profumo delle foglie di limone”, ha dominato le vendite del 2011, con diversi milioni di copie vendute in tutto il mondo, rivelandosi non solo un bestseller ma un vero e proprio caso editoriale che ancora oggi desta sensazione.

I lettori hanno celebrato Clara Sánchez facendo sì che “Il profumo delle foglie di limone” stazionasse per diversi mesi ai vertici delle classifiche di vendita, grazie alla perfetta unione fra una prosa sempre scorrevole e una trama complessa e davvero ben congegnata. Per tale motivo la prestigiosa casa editrice milanese Garzanti, considera il nuovo libro della Sánchez, “La voce invisibile del vento”, il suo titolo di punta per l’anno 2012, in virtù di una trama davvero avvincente e ricca di colpi di scena: una storia che oscilla fra fiducia e perdono, fra memoria e voglia di dimenticare, destinata a ripetere l’enorme successo de “Il profumo delle foglie di limone”.

Vale senz’altro la pena dare risalto alla grande importanza dell’evento, destinato a sottolineare il lustro della città di Messina che ottiene, grazie alla volontà e all’impegno organizzativo della Libreria Mondadori di Messina e dell’associazione culturale “La Gilda dei Narratori”, un’anteprima nazionale davvero sensazionale.


Da Peron allo Ior, i fili della verità. Intervista a Marco Buticchi

La voce del destino (Longanesi), il nuovo libro di Marco Buticchi, si apre con un rocambolesco salvataggio attuato da Oswald Breil e Sara Terracini, che in tal modo verranno a conoscenza di un intreccio che lega la misteriosa Lancia di Longino all’ingente tesoro di Juan Domingo Peron e alla prigione dorata dei gerarchi nazisti in Sudamerica. La voce del destino è un libro d’azione rocambolesco che attraversa un secolo di storia e tira in ballo il “suicidio” Calvi, la drammatica sorte di Papa Luciani e il peso internazionale dello IOR, proponendo una realtà diversa da quella nota eppure assolutamente plausibile. Buticchi, narrando le barbare violenze, lo spregio della vita altrui di cui si sono macchiati i nazisti e gli ustascia di Pavelić, utilizza per la prima volta un tono vivido, cruento, capace di far trasparire sulla pagina tanto il terrore delle vittime che il piacere dei carnefici.

Racconta una storia assai diversa da quella nota, sottolineando il ruolo che Peron e la Chiesa hanno svolto per coprire la fuga dei gerarchi nazisti. Chiarire le responsabilità è l’unica via certa per la verità?

Il racconto è uno spaccato del mio secolo, logorato da due guerre e diviso dall’incendio alimentato dall’odio sociale e razziale. In questo contesto hanno agito biechi assassini coperti, da un lato dall’impunità che la guerra assicurava loro, dall’altro dall’abuso della loro autorità. Ma quando il turbine della guerra stava per terminare, questi assassini hanno goduto di ben altre garanzie che oggi appaiono incomprensibili.

Eppure tutto il mondo esigeva giustizia. Come hanno fatto a scamparla?

Attraverso organizzazioni internazionali sono giunte in Sudamerica decine di migliaia di criminali di guerra fascisti, ustascia e nazisti: i loro passaporti recavano in calce il nulla osta di organizzazioni umanitarie e delle più alte sfere del clero e venivano accolti da governi compiacenti e da antichi alleati, previo il pagamento di dazi, spesso costituiti da bottini strappati agli internati nei lager. Questa non è “un’altra storia” inventata da un romanziere. Questa è la Storia dell’umanità e qualcuno farebbe bene a rivelare al mondo intero la verità. Mi riferisco a chi ha aiutato uomini come Barbie, Mengele, Eichmann a prendere il largo. Non sarebbe difficile, del resto le loro firme sono apposte in calce ai documenti falsi di quegli aguzzini.

Luce ha un ruolo fondamentale e simbolico, poiché rinuncia ai suoi sogni per abbracciare il proprio destino e protegge il tesoro dei Peron…

Luce De Bartolo è una protagonista straordinaria del suo tempo e della mia storia. Lei protegge il tesoro dei Peron per bene dell’intera umanità. Difatti se una ricchezza inestimabile fosse finita nelle mani sporche di sangue dei criminali sopravvissuti alla disfatta del Terzo Reich…

Fonte: Il Futurista n°24 del 17 novembre 2011