Erica Jong: «Le donne devono lottare. Oggi più che mai».


Erica Jong

Erica Jong

Cos’è oggi il femminismo? Che cosa significa al tempo dei social network e del pensiero liquido baumiano, lottare per le libertà fondamentali delle donne? Il modo migliore per rispondere a questi quesiti era quello di porli ad una vera e propria bandiera del movimento, la scrittrice e saggista statunitense Erica Jong, che nel 1973, pubblicò un libro manifesto destinato a fare grande scalpore: “Paura di volare”. Ancora oggi, nonostante il successo di libri evanescenti come la trilogia delle “Sfumature di Grigio” di E. L. James, “Paura di Volare” è considerato un libro-cult e in occasione del 40esimo anniversario della sua pubblicazione, la Jong ha incontrato i suoi lettori italiani a Milano (presentando la nuova ri-edizione italiana celebrativa, targata Bompiani). Considerato un capolavoro da Henry Miller, con oltre ventisette milioni di copie vendute nel mondo, “Paura di volare” racconta con tono informale la progressiva liberazione sessuale di Isadora Wing, una giovane poetessa di 29 anni che durante un congresso di psicanalisti a Vienna, incontrerà Adrian con cui tradirà il proprio marito, assecondando prima uno sconosciuto desiderio sessuale e in seconda battura, la voglia di essere libera. Oggi Erica Jong è una grintosa donna di 72 anni, serena accanto al proprio marito. Il quarto. E non ha nessuna intenzione di smettere di combattere per le libertà delle donne.

Ricorre il 40esimo anniversario di “Paura di Volare” e in questi anni lei è assurta a simbolo del femminismo.

«E’ vero, sono passati così tanti anni ma io sono una femminista appassionata. Penso che sia venuto il tempo di cambiare il modo in cui la società legge e declina il ruolo della donna. Noi dobbiamo ancora lottare».

Davvero il successo del libro la prese alla sprovvista?

«Quando ho scritto questo romanzo non avrei scommesso un dollaro che venisse pubblicato. Il mondo editoriale, del resto, è dominato dagli uomini e a maggior ragione, come potevo immaginarmi un tale successo? Sa, ancora oggi ricevo molte email in cui le lettrici mi dicono che dopo avermi letta si sono sentite liberate, finalmente libere di prendere in mano la propria vita e questa è la cosa che mi fa più felice».

29945449_in-libreria-dal-luglio-per-bompiani-la-nuova-edizione-di-paura-di-volare-di-erica-jong-1Ancora oggi le donne devono lottare duramente per essere libere sentimentalmente e intellettualmente oltreché sessualmente. Se lo aspettava?

«Serve davvero molto tempo perché la società muti i suoi aspetti e centinaia di anni di discriminazioni contro le donne non vengono messi da parte facilmente. Noi abbiamo bisogno di un piccolo cambiamento, giorno dopo giorno, un inizio cui aggrapparci. Ma non possiamo fermarci, semplicemente. Se ci fermassimo, se smettessimo di lottare, il femminismo esattamente come le libertà democratiche, volerebbero via. Del resto se non lottassimo per la democrazia, ogni giorno, con ogni forza e con ogni singola parola, il fascismo tornerebbe fra noi. E la colpa sarebbe anche nostra».

Se le donne non hanno più “Paura di volare”, oggi cosa temono?

«Il futuro. Hanno paura di diventare povere, di venir messe da parte dai loro cari o di non riuscire ad imporsi nella società, certamente. Ma hanno più timore del mondo che stanno lasciando ai loro figli, ai loro nipoti. I ghiacciai si sciolgono, il pianeta sta morendo e noi non stiamo facendo nulla perché non accada.

Cosa ne pensa delle trilogie erotiche che hanno dominato il mercato editoriale recentemente?

«Ah, mi hanno chiesto tante volte cosa penso delle “50 sfumature di grigio”, sa? Sono stanca di parlare di questo libro perché è davvero terribile. E non riesco a spiegarmi come possa essere diventato così popolare oggigiorno».

Verrà tratto un film dal suo libro. Chi vorrebbe per interpretare la sua Isadora?

«Bella domanda. Siamo attualmente in cerca sia del cast che del regista. Credo che Olivia Wilde sia la più talentuosa fra le tante giovani e bellissime attrici che potrebbe interpretare Isadora sul grande schermo. Credo che lei sia, oh my God, davvero bellissima, capace di lasciarti senza parole. Ma non è il mio ruolo per cui toccherà al regista questa grande responsabilità».

“Siamo delle persone complete” diceva Isadora. Oggi cosa significa esserlo?

«Una persona completa è quella che ha trovato sia il lavoro che l’amore. Tanti anni fa, Freud disse, “tutti noi abbiamo bisogno di un lavoro, tutti noi abbiamo bisogno dell’amore”. Deve essere chiaro che non dobbiamo mollare, rinunciando ad una delle due cose solo per fare un piacere al nostro partner. Solo così possiamo aspirare ad essere delle persone complete».

Francesco Musolino®

Fonte: La Gazzetta del Sud, giugno 2014

Informazioni su Francesco Musolino

Francesco Musolino, giornalista siciliano, classe '81. Scrive di libri e cultura su diverse testate nazionali. Ha ideato il progetto lettura noprofit @Stoleggendo su Twitter.

Pubblicato il 2014/09/03, in Interviste con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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