Carlo Martigli si confessa: «La mia scelta eretica? Mollare tutto per la scrittura»


Perché Carlo Martigli è divenuto un autore best-seller? Perché non inganna il lettore, non inventa soltanto ma prende spunto da situazioni storiche realmente accadute, da veri misteri, sviluppando trame dense che avvolgono il lettore. Proprio così accade nel suo nuovo libro, L’Eretico (Longanesi; pp. 504 €17.60) dove Pico della Mirandola, Savonarola e un misterioso testo orientale la fanno da protagonisti e tutto riparte da dove si era concluso 999. L’Ultimo Custode, il romanzo che lo consacrò, appena un anno fa, premiando la sua coraggiosa scommessa: mollare la sua tranquilla vita da bancario per dedicarsi completamente alla scrittura.

Il suo nuovo libro, “L’Eretico”, si riallaccia felicemente al precedente libro di grande successo. Com’è nata questa storia?

Esiste un filo rosso che unisce le due storie anche se si può tranquillamente leggere L’Eretico senza sapere nulla di 999 L’Ultimo Custode. Il fatto è che se in quest’ultimo Pico della Mirandola è il protagonista, ne L’Eretico invece, che è ambientato tre anni dopo la sua morte, è presente il suo spirito. Da lui, dalle sue ricerche e dai contatti avuti con l’oriente, storicamente accertati, nasce proprio il viaggio che spinge i protagonisti ad andare a Roma, pronti a levare il velo a un mistero. Non i soliti inventati, mi permetto di dire, ma un mistero reale, rigorosamente storico, mi piace immaginare e inventare situazioni, ma non ingannare il lettore. 

Pico della Mirandola e Savonarola: perché ha scelto due figure così carismatiche?

Perché sono entrambi gli uomini chiave del Rinascimento. Mirandola rappresenta l’uomo nuovo,la primavera della libertà di pensiero e della libertà di scelta, dopo l’inverno del medioevo. Il più grande genio dell’epoca, molto superiore a leonardo, che era un tecnico eccezionale, ma di se stesso diceva che era homo sanza lettere, giustamente. Savonarola è il critico più feroce dello stato di degrado in cui si trovava la Chiesa cristiana a cavallo tra il 1400 e il 1500. Fu coerente fino in fondo, scegliendo, come Socrate, la morte, anche se poteva fuggire. Un misto tra un idealista e un talebano, in quanto a fanatismo. Si può dire che è anche grazie a lui se, pochi anni dopo, inizierà il processo della Riforma, contro il mercato delle indulgenze e la corruzione dei papi di allora, con Martino Lutero. Una curiosità: lui stesso racconta racconta che, tornato da un viaggio, quando a Roma parlava di anima, la gente lo scherniva e si metteva a ridere.  
L’Eretico: potrebbe spiegare perché, nel tempo, questo termine ha preso un’accezione tanto negativa e sinistra?

L’Eretico deriva da airesis, che in greco significa scelta. Quindi eretico è semplicemente colui che sceglie, e nell’antica Grecia corrispondeva a essere un uomo giusto e ragionevole. In epoca medievale a questa parola venne nel tempo data un’accezione negativa perché chiunque avesse l’ardire di scegliere e non di obbedire supinamente, era considerato pericoloso. Ieri come oggi, l’uomo che sceglie è inviso al potere ottuso, compreso quello politico e religioso. E questo fatto danneggia chi crede e professa una religione, compresa quella cattolica, in libertà di scelta. Danneggia la stessa fede, quasi che questa abbia la necessità di essere imposta dall’alto con forza, come se fosse un peso anziché un dono meraviglioso. 

Senza rovinare la gioia della lettura potrebbe svelarci chi è Nicolaj Notovic?

E’ un uomo dalla vita straordinaria sul quale ho preparato un soggetto cinematografico. Spia, letterato, avventuriero, geografo e storico, ritornò da una missione nel Tibet, forse commissionata dalla Ochrana, la polizia segreta dello zar, con una rivelazione sconvolgente. Aveva appreso dai monaci tibetani una storia che da secoli continua ancora oggi a essere tramandata in quei luoghi come la più normale del mondo e la conoscno tutti. Ovvero che un uomo chiamato Gesù, il nostro, detto Issa, dimorò in quei luoghi. Ha mai pensato che nessun vangelo, nemmeno gli apocrifi, parlano dei suoi anni tra i dodici e i trenta? Non è stano che sappiamo tutto di imperatori cinesi, faraoni egiziani e consoli e imperatori romani, uomini del suo tempo e vissuti prima di lui, mentre di Gesù non sappiamo nulla? Perché questo vuoto? Forse per non farlo apparire come personaggio storico ma come un’invenzione? Ma questo va contro la logica e la fede stessa. Le sembra naturale? Notovic fu perfino contattato dal cardinale Luigi Rotelli vicino a Leone XIII e da altri che tentarono in vari modi di convincerlo a non pubblicare il libro poi uscito con il titolo Gli Anni Perduti di Gesù in Francia e in Germania nel 1894. Poi, guarda caso, Notovic scomparve, e così altri che tentarono di far luce sulla vicenda. Spero di non fare la stessa fine, il mio è solo un romanzo che si legge sotto l’ombrellone o si tiene sul comodino la sera, come quelli di Ken Follett o di Ildefonso Falcones, cui sono stato avvicinato da una certa critica. Forse con un po’ più avventura e di ironia, visto il mio spirito toscano. Certo che se un lettore vuole poi approfondire certi temi tra le righe, troverà di che divertirsi ulteriormente.

Infine vorrei chiederle: è felice d’aver mollato la sua “precedente vita”, rischiando tutto per inseguire la scrittura? 

Assolutamente sì. Quella scelta, molto “eretica”, dato che siamo in argomento, nacque con tanta paura e un pizzico di coraggio. Per me è stata una sorta di necessità interiore, amo immensamente di un’amore quasi passionale, la scrittura, e non a caso dico sempre alla fine delle mie conferenze che se Leggere Rende Liberi (parafrasando l’orribile e tragicamente ironico Arbeit Macht Frei dei campi di concentramento), scrivere rende felici, almeno me. Il mestiere dello scrittore è faticoso e meraviglioso e il sapere che riesco a emozionare con le mie storie i miei lettori mi rende ancora più felice. Non per nulla tra una presentazione e un’altra sto scrivendo il prossimo romanzo.

Fonte: Settimanale Il Futurista – gennaio 2012 (versione estesa)


Informazioni su Francesco Musolino

Francesco Musolino, giornalista siciliano, classe '81. Scrive di libri e cultura su diverse testate nazionali. Ha ideato il progetto lettura noprofit @Stoleggendo su Twitter.

Pubblicato il 2012/02/10, in Interviste con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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