Archivi categoria: #3DomandeCon

«L’altro siamo noi». Igiaba Scego si racconta a #3DomandeCon.

slide-fb-igiaba

Igiaba Scego con Adua.

Che legame corre fra la grande Storia e i corpi? Cosa accade alla nostra natura fisica in un sistema fortemente coercitivo? Perché amiamo tanto raccontare le gesta degli eroi se, in fin dei conti, la realtà è fatta di sfumature di quotidianità? E infine, dove nasce la nostra incapacità nel voler comprendere l’Altro? In “Adua” (Giunti, pp.192 €13) romanzo densamente stratificato, la scrittrice, giornalista e attivista per i diritti umani, Igiaba Scego, compie un viaggio nella memoria colonialista con un romanzo a due voci, alternando la storia della giovane Adua a quella del più maturo Zoppe. Senza essere mai melensa né moralista, la Scego – già firma di “Internazionale” – ci invita ad accostarci al suo romanzo per specchiarci in esso e affrontare i nostri muri, quei preconcetti che ci impediscono di fare un fronte comune contro le ingiustizie e il razzismo dilagante nella nostra società occidentale. Oggi più che mai. Così Igiaba invita l’Italia a cogliere la sfida, «a meticciarsi», diventando «un paese per giovani, donne, bambini. Oggi non lo è».

Leggi il resto di questa voce

Le stelle cadenti, metafore del nord-est italiano. Chiara Passilongo si racconta a #3DomandeCon

Passilongo-1-piano-e1444228801269

Chiara Passilongo

Che fine ha fatto la locomotiva d’Italia? Che ne è stato di quel nord-est operativo e brillante, dalla cui inventiva prodigiosa doveva derivare la ripresa dell’Italia intera? Perché si è spento quel sacro furore? Nel suo ambizioso romanzo d’esordio, La parabola delle stelle cadenti (Mondadori, pp.384 €18.50) Chiara Passilongo, racconta la storia di una famiglia italiana e attraverso essa, come una lente, rilegge gli ultimi quarant’anni della nostra storia. Al centro delle vicende, il capo famiglia, Achille Vicentini, imprenditore nel ramo dei dolciumi con fantasie destrorse e al suo fianco la moglie Nora – dalla forza contrastante – e i due figli gemelli, Francesco e Gloria, destinati ad un futuro diverso da quello desiderato dai propri genitori. La Vicentini srl diventa San Lorenzo srl e la sua storia si intreccia, pagina dopo pagina, con quella della nuova generazione, riflettendone sia i trionfi che gli amari fallimenti. Uno spaccato intergenerazionale, un’istantanea su campo aperto, che la Passilongo ha scelto di narrare con un ritmo vivace, strizzando l’occhio allo storytelling odierno, rivelando la capacità di maneggiare con destrezza una materia viva e socialmente complessa, alternando al punto di vista sui singoli destini, quello sull’Italia che muta, che scivola via, lontana dal sogno. È un piccolo caso anche il dietro le quinte della pubblicazione di questo libro e ancor prima l’idea della Passilongo di scrivere un romanzo, nei ritagli di tempo, cercando una via alternativa a quella tracciata.

Leggi il resto di questa voce

Annarita Briganti torna in libreria: «La solitudine è una droga, come un jeans vecchio, troppo comodo».

Annarita-Briganti

Annarita Briganti

Dopo l’esordio con “Non chiedermi come sei nata”, la giornalista Annarita Briganti torna in libreria con il suo secondo libro, “L’amore è una favola” (edito anch’esso da Cairo editore, pp.192 €13) riportando in pagina la sua protagonista e alter ego, Gioia Lieve. Tornano i temi del libro d’esordio – il precariato culturale, la fecondazione (fu la prima a sollevare la necessità di riformare la legislatura della legge 40) e l’ostinata ricerca dell’amore in un mondo cinico e dominato dall’ego – ma non solo, visto che la Briganti tocca anche il tema, più che mai attuale, degli stalker e della violenza femminile – declinata non solo in senso fisico – ribadendo la necessità e il valore dell’amicizia fra donne, meglio se complementari (come accade nel quartetto del “cerchietto magico”) continuando, con ostinazione a ricercare l’Amore puro in una storia controversa – e con un eros torrido – al fianco dell’Artista, Guido Giacometti. Leggi il resto di questa voce

La Polveriera. Un libro-tributo ad Anna Maria Rimoaldi.

StefanoPetrocchiFondazioneBellonciPremioStregaLa storia d’Italia letteraria passa dal Premio Strega. Amato, odiato, temuto, ambito, vilipeso, il riconoscimento editoriale più prestigioso del nostro paese, divide da sempre le opinioni. A priori. In Italia il popolo dei lettori è sempre più esiguo, eppure tutti hanno una propria teoria sui candidati, le cinquine e i ovviamente i vincitori del Premio Strega, istituito nel 1947 all’interno del salotto letterario di Casa Bellonci a Roma e organizzato dalla Fondazione Bellonci dal 1986. Il primo a trionfare fu Ennio Flaiano, l’ultimo, in ordine cronologico, Nicola Lagioia. Con gli anni il Premio si è evoluto e sotto la guida di Stefano Petrocchi, attuale direttore della Fondazione Bellonci e segretario del comitato direttivo del premio Strega, con l’istituzione del Premio Strega Giovani e adesso anche del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, cui si affiancano anche nuove metodologie di voto e una maggiore attenzione alle nuove leve fra la critica letteraria in seno agli ormai mitici Amici della Domenica, giuria votante del Premio più ambito da tutti gli scrittori. Per onorare la memoria di Anna Maria Rimoaldi, detta affettuosamente Il Capo, proprio Petrocchi ha scritto “La Polveriera” (Mondadori, pp.194 €17) un libro-memoir ripercorrendo numerosi episodi salienti della storia del Premio e dei suoi protagonisti, con un velo di malinconia verso i protagonisti del passato e una grande fiducia nell’immediato futuro.
Leggi il resto di questa voce

Stefano Piedimonte racconta : «sono un tipo un po’ naïf».

Stefano Piedimonte

Stefano Piedimonte

Napoletano, classe ’80, lo scrittore e giornalista Stefano Piedimonte è ad un punto di svolta. Dopo libri di successo (“Nel nome dello Zio”, “Voglio solo ammazzarti” e “L’assassino non sa scrivere”), è da poco tornato in libreria con “Miracolo in libreria” (Guanda editore, pp. 70), in cui indossa i panni di Aldo, un libraio di trincea che non vuole arrendersi dinnanzi al mercato e alle sue spietate leggi contro la bellezza. Il matrimonio di Aldo è ormai sull’orlo del baratro, sfiancato da incomprensioni finché una ragazza esile, timida, con i ricci e le labbra morbide, entra nel suo negozio come portata dal vento e…

Leggi il resto di questa voce

«Devo amare per riuscire a scrivere». Elisabetta Bucciarelli racconta “La resistenza del maschio”.

Elisabetta Bucciarelli

Elisabetta Bucciarelli

A PordenoneLegge l’ho ascoltata parlare, flirtare con il pubblico e sferzarlo con un contropensiero arguto, teso a smontare i cliché narrativi. Elisabetta Bucciarelli – scrittrice, sceneggiatrice, saggista e autrice tv – torna in libreria con “La resistenza del maschio” nel catalogo di una delle più interessanti case editrici del momento, NNEditore (pp.240 €13) che si sta distinguendo grazie ad un catalogo variegato e la bella consistenza fisica dei libri. La Bucciarelli, padrona dei ritmi del noir (nel 2010 con “Ti voglio credere”, Kowalski vinse il Premio Scerbanenco per il miglior noir italiano) in questo romanzo prende di mira il maschio contemporaneo, indagandone lo stile di vita e il mutare del suo approccio seduttivo. Da anni leggiamo di questi presunti “nuovi maschi” ma la Bucciarelli anziché osservarli passivamente ne ha indossato i panni e in un azzeccato doppio piano narrativo, alterna le vicende de L’Uomo e quelle di tre donne in attesa in uno studio medico. In tal modo svela anche le nevrosi femminile, l’ansia di vivere in un tempo ritmato dai traguardi, frantumato dall’instabilità. L’Uomo professa l’attesa, la sospensione, una distanza emotiva che non anela al climax del possesso totale e come tutti i personaggi azzeccati in letteratura, si finisce per amarlo o per odiarlo. Personalmente, io l’ho adorato pur con tutte le sue contraddizioni.  Leggi il resto di questa voce

Chiara Moscardelli racconta “Quando meno te lo aspetti”: «dovremmo imparare ad amare la nostra vita».

Chiara Moscardelli

Chiara Moscardelli

Quando meno te lo aspetti” (Giunti editore, pp. 272) è il terzo romanzo dell’autrice romana Chiara Moscardelli. Una delle cifre più importanti per uno scrittore è senza dubbio la riconoscibilità della propria voce, l’autorevolezza della propria scrittura e da questo punto di vista la Moscardelli ha fatto centro. La sua nuova protagonista, Penelope Stregatti, è una principessa azzurra dei giorni nostri, una giovane donna che ha messo da parte – ma non del tutto – i sogni per affrontare le conseguenze del giorno dopo, il risveglio nel mondo reale. “Quando meno te lo aspetti” è una felice commedia degli equivoci che si intreccia con un mistero ambientato nel mondo aziendale, richiamando lo stile sornione di alcuni grandi classici del cinema da Sciarada Caccia al ladro.  Un libro da intendere come un concreto inno al carpe diem, alla felicità insita nelle piccole cose, nelle nostre vite anziché nei sogni futuri affinché l’incertezza che ci attende sia da intendere come un dono, non come una sventura certa.

Leggi il resto di questa voce

#3DomandeCon Marco Cubeddu (Pornokiller – Mondadori)

Marco Cubeddu

Marco Cubeddu

Scrittore dal sangue ligure (Genova, classe 1987) Marco Cubeddu dopo il felice esordio con “Con una bomba a mano sul cuore”, torna in libreria con un nuovo romanzo, “Pornokiller”, edito da Mondadori. I due romanzi hanno in comune un sottile gioco meta-letterario ma ciò che li unisce maggiormente è la forza della scrittura di Cubeddu, capace di giocare con l’ironia, sferzando se stesso e i suoi protagonisti – rispettivamente Alessandro Spera e Carlo Ballauri – e cogliendo la palla al balzo per tinteggiare con toni forti una personale visione dell’ultimo ventennio italiano, rifiutando – esplicitamente – di scivolare nella deriva sociologica fine a se stessa. Il risultato è un gioco di incastri con una chiave di lettura cinematografica, un lungo piano sequenza con cui celebra il piacere della lettura senza alcuna sovrastruttura ad esclusivo uso della critica benpensante. Leggi il resto di questa voce

3DomandeCon Vanni Santoni (Muro di Casse – Laterza)

Vanni Santoni

Vanni Santoni

Vanni Santoni è uno scrittore coraggioso, capace di osare. Appena ci si tuffa fra le pagine del suo nuovo romanzo, “Muro di Casse” – edito da Laterza, inaugurando la  già promettente collana di narrativa del disordine, Solaris – si viene avvolti da un’atmosfera roboante. Le parole. Sono le parole scelte da Santoni a provocare nel lettore una sorta di incantesimo, un lungo flusso narrativo con periodi lunghi intere pagine. Il coraggio cui accennavo emerge nella sua scelta di scrivere un libro cui il lettore deve affidarsi, lasciandosi condurre innanzi. Altro che i libri e le letture semplici cui sin troppo spesso si fa ricorso con l’unico scopo di far cassa in tempi di magra.  Leggi il resto di questa voce

3DomandeCon Giulio Perrone (L’Esatto Contrario – Rizzoli)

3DomandeCon Giulio Perrone (L’Esatto Contrario – Rizzoli)

cover giuliDa qualche mese con #HoLettoCose recensisco libri in modo emotivo, scanzonato e non richiesto. Mi diverte e nei fatti provo ad infrangere l’immobilismo della carta stampata e non solo. Con le medesime linee guida – parlare di libri e autori intriganti, stavolta ponendo loro 3 domande e lasciandoli liberi di di argomentare – nasce la rubrica #3DomandeCon. La prima puntata ospita l’editore Giulio Perrone che esordisce nel mondo del romanzo con “L’Esatto Contrario” (Rizzoli).

Un caso di cronaca, letto in modo assolutamente casuale, è stata la scintilla che ha dato il via alla scrittura di questo romanzo, portando in pagina un 35enne – Riccardo – cui improvvisamente piomba addosso il passato, sotto forma di un omicidio che pesca nella memoria e nel cuore del protagonista. Una vita serena – scandita dal disimpegno, dall’amore per la Roma e condita da coinquilini parecchio sui generis – che improvvisamente impatta con la cronaca nera, aprendo a nuovi scenari e a prese di coscienza; Perrone lega la trama con un’impronta di humour genuino che si dimostra essere il suo valore aggiunto. Leggi il resto di questa voce