3DomandeCon Giulio Perrone (L’Esatto Contrario – Rizzoli)


3DomandeCon Giulio Perrone (L’Esatto Contrario – Rizzoli)

cover giuliDa qualche mese con #HoLettoCose recensisco libri in modo emotivo, scanzonato e non richiesto. Mi diverte e nei fatti provo ad infrangere l’immobilismo della carta stampata e non solo. Con le medesime linee guida – parlare di libri e autori intriganti, stavolta ponendo loro 3 domande e lasciandoli liberi di di argomentare – nasce la rubrica #3DomandeCon. La prima puntata ospita l’editore Giulio Perrone che esordisce nel mondo del romanzo con “L’Esatto Contrario” (Rizzoli).

Un caso di cronaca, letto in modo assolutamente casuale, è stata la scintilla che ha dato il via alla scrittura di questo romanzo, portando in pagina un 35enne – Riccardo – cui improvvisamente piomba addosso il passato, sotto forma di un omicidio che pesca nella memoria e nel cuore del protagonista. Una vita serena – scandita dal disimpegno, dall’amore per la Roma e condita da coinquilini parecchio sui generis – che improvvisamente impatta con la cronaca nera, aprendo a nuovi scenari e a prese di coscienza; Perrone lega la trama con un’impronta di humour genuino che si dimostra essere il suo valore aggiunto.

L’occasione è propizia anche per segnalarvi che Giulio Perrone da oggi sarà in Sicilia (Martedì 26 maggio – Feltrinelli Catania; Mercoledì 27 maggio – Caltagirone (associazione culturale) con Josephine Pace e Maria Attanasio; Giovedì 28 maggio – Modus Vivendi Palermo).

Giulio Perrone

Giulio Perrone

C’è sempre tempo per tutto”. Una grande verità che il suo protagonista scopre a 35 anni. Anzi, a ben vedere, Riccardo, sembra proprio la personificazione del titolo del suo libro, è così?

«Sono assolutamente d’accordo. Il titolo rispecchia perfettamente il suo essere spesso inadeguato rispetto alle situazioni ma anche alle persone che incontra nel corso della storia. Riccardo è guidato da una sua morale, che non è assoluta o sempre giusta, ma è la sua e a cui rimane sempre molto legato. Al contrario degli altri protagonisti del libro che spesso sembrano muoversi solamente per un proprio interesse personale. Questo non lo sorprende perché non è uno sprovveduto ma lo lascia spesso interdetto soprattutto quando a tradire le aspettative sono le persone a cui vuole più bene».

Giornalista sportivo e avvocato mancato, Riccardo ha tre certezze. Ma il passato bussa alla sua porta spingendolo all’azione che si mescola all’ironia romana. Com’è nata l’idea per questo libro?

«Da una parte tutto è nato dalla lettura casuale del fatto di cronaca che dà avvio al romanzo, anche se avvenuto in un’altra città. Dall’altra mi affascinava proprio capire come un trentacinquenne di oggi che vive volontariamente a pelo d’acqua senza prendersi nessuna responsabilità, potesse reagire ad un vero e proprio pugno nello stomaco. Perché per lui sentire riaffiorare la storia di Giulia, la sua morte così crudele, rappresenta qualcosa a cui è impossibile sottrarsi. Una spinta a diventare, anche se per poco, un uomo d’azione, un investigatore goffo, disorganizzato ma tenace, convinto di poter in qualche modo intravedere la verità. Lo stile ironico è stata forse una conseguenza del modo di essere di Riccardo e anche di una città come Roma, altra vera protagonista del libro, che offre spazi, momenti e incredibili opportunità di essere raccontata».

Oggi giorno tutti si domandano quale sia lo stato di salute dei lettori italiani; da addetto ai lavori lei cosa ne pensa?

«Penso che bisognerebbe fare di più per stimolarli. Non mi riferisco solamente ai pochi lettori forti che pure vanno curati, ma soprattutto a quelli che si potrebbe coinvolgere. Insomma ci muoviamo forse nell’unico settore al mondo in cui c’è un potenziale enorme di pubblico da conquistare eppure non riusciamo a trovare il modo di coinvolgerne almeno una parte? Va intensificato il lavoro nelle scuole e nelle università ma anche aiutati i circoli, le associazioni e tutti coloro che in modo autonomo e disinteressato si spendono per i libri e per la diffusione della passione per la lettura. Perché di passione si tratta, di una cosa piacevole e di cui una volta cominciato difficilmente si può fare a meno. Tutto sta nel trovare il modo di far scattare la scintilla e ognuno di noi ha il dovere di fare la sua parte, autori, giornalisti, editori e semplici appassionati».

FRANCESCO MUSOLINO®

Informazioni su Francesco Musolino

Francesco Musolino, giornalista siciliano, classe '81. Scrive di libri e cultura su diverse testate nazionali. Ha ideato il progetto lettura noprofit @Stoleggendo su Twitter.

Pubblicato il 2015/05/26, in #3DomandeCon con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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