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Stefano Crupi, A ogni santo la sua candela, Mondadori (Gazzatta del Sud, 13 gennaio 2016)

 

 

a_ogni_santo_la_sua_candela_la_napoli_corrotta_di_stefano_crupi (2)Donna Maristella ha una sola, granitica, convinzione: nella vita chi è debole è destinato a soffrire. Ma per andare avanti non si può puntare su un solo cavallo, al contrario bisogna essere capaci di ingraziarsi tutti i potenti e mostrarsi sempre riverenti nei loro confronti. Del resto ad ogni santo spetta la sua candela, no? Per suo figlio Ernesto – protagonista del secondo romanzo di Stefano Crupi dopo il felice esordio con “Cazzimma” nel 2014 – ha pensato ad una scalata in grande stile che lo porti lontano dalle amicizie pericolose dei Quartieri Spagnoli napoletani verso i piani alti della pubblica amministrazione, sempre in giacca e cravatta fra i rispettabili. Fresco di laurea in economia – quella utile per fare i soldi, altroché chiacchiere – le umili origini di Ernesto sono una zavorra per l’ingresso nel mondo del lavoro ma Maristella è abile nel muovere le pedine tanto da trovare sempre un’informazione utile, un motivo di ricatto per saltare la fila nella ruota del destino. E in ogni caso, Ernesto ha sempre pronto in tasca un paio di banconote per corrompere i più restii. Secondo Maristella gli uomini si dividono fra pecore e lupi, bisogna essere servizievoli coi potenti ma spietati con i sottoposti e stare sempre con le orecchie aperte, perché in ogni momento si può raccogliere un’informazione che possa tornare utile per un ricatto futuro. Proprio il rapporto fra la madre e il figlio è il cuore di questo libro narrato con una prosa fluida e ben ritmata, narrando senza fronzoli l’ambizione e la spietatezza cui si può ricorrere per fare carriera, giocando con abilità ora la carta della corruzione ora quella della lusinga o del ricatto. Tuttavia quando Ernesto giungerà in una posizione di comando nell’intricata macchina burocratica, entrerà in scena il boss Alfonso Malatesta con una lista di richieste per saldare il conto e guardare insieme al futuro. Ma come se non bastasse, Ernesto sta perdendo la testa per una femme fatale rumena con cui instaura una relazione di passione e potere che rischia di mettere in crisi la torbida scalata al potere voluta da donna Maristella.

A ogni santo la sua candela – Stefano Crupi – Mondadori, pp. 240 €18

FRANCESCO MUSOLINO®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD, 14 GENNAIO 2016

 

Il Facilitatore, Sergio Rizzo, Feltrinelli (Gazzetta del Sud, 18 novembre 2015)

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Gianni Barbacetto: «Tangentopoli? Un’occasione sprecata»

Gianni Barbacetto

Gianni Barbacetto

Il 17 febbraio 1992, con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio e membro di spicco del PSI milanese, scoppiò Tangentopoli. A vent’anni di distanza, tre voci di punta del giornalismo d’inchiesta italiano – Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio – hanno ricostruito in Mani Pulite (Chiarelettere – Pp 912  Euro 19,60) tutto ciò che accadde con una cronologia degli eventi precisa e dettagliata che fa di questo volume un vero e proprio documento imprescindibile per capire cosa fu Tangentopoli e come si arrivò a quella catastrofe etico-giudiziaria. Ma, come spiega Barbacetto, il pericolo è tutt’altro che scampato visto che il peso della corruzione oggi è di ben 60 miliardi annui.

Vent’anni è ingiusto dire che Tangentopoli è stata un’occasione persa?

Purtroppo è stata un’occasione persa per la politica che non ha colto l’occasione per rinnovare davvero le regole del gioco e gli uomini che lo conducono. Il sistema dei partiti è apparentemente crollato perchè c’è stato solo un ricambio di facciata, che ha riciclato fin troppi protagonisti nella cosiddetta seconda repubblica. Soprattutto non sono cambiati i metodi e gli stili di lavoro. Leggi il resto di questa voce