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Il ritorno di Harry Hole inseguendo un killer su Tinder.

Jo Nesbø non è solo uno scrittore best-seller noto in tutto il mondo. L’ideatore del detective Harry Hole, protagonista di una serie di grande successo, prima di darsi alla scrittura di fiction è stato un calciatore di Seria A in Norvegia, giornalista free-lance e broker di borsa. Ma forse la sua passione più grande è la musica e il suo gruppo “Di Derre”. Nesbø dà la sensazione di conoscere il mondo là fuori, oltre il proprio studio e lontano dalla tastiera del pc, nei suoi libri si avverte la passione per la narrazione e al contempo, traspare la percezione della realtà, della vita vera. Dalla sua prima crime-novel, “Il pipistrello” (pubblicato nel 1997) Hole è cresciuto e ha acquistato spessore e cicatrici, libro dopo libro (imperdibile “Il Leopardo”, Einaudi 2011). Lo ritroviamo in pagina sposato da tre anni con Rakel; Hole si è ritirato dalla vita in strada e adesso insegna all’accademia di polizia di Oslo. Ormai cinquantenne ha scelto di rinunciare agli orrori e alla violenza delle indagini, ha chiuso con l’alcool ma il male torna a cercarlo, inesorabile. “Sete” (Einaudi, pp. 640 €22 tr. Eva Kampmann) ruota attorno al sito di dating online più famoso, Tinder, difatti tramite la app per il sesso occasionale, uno spietato serial killer dà la caccia alle sue prede e Nesbø gioca con il lettore seminando numerose false piste e facendo crescere la suspense ad arte. Tutto ha inizio con l’uccisione di tre donne in rapida successione nelle proprie case ad Oslo – il pericolo non è fuori ma dentro le mura domestiche – e su ciascuna c’è una macabra firma: morsi profondi sul collo, pelle lacerata brutalmente e il sospetto che il fondato sospetto che killer abbia bevuto il loro sangue. Spietato nel sospingere il lettore innanzi, Nesbø firma l’undicesimo libro della serie con protagonista Harry Hole (“Polizia” era uscito nel 2013 sempre per Einaudi e sembrava poter essere il capitolo finale), un eroe pieno di ombre, “forse il migliore, forse il peggiore, a ogni modo il più leggendario investigatore della polizia di Oslo”, molto amato dal pubblico femminile perché, nonostante tutto, mostra tutte le sue debolezze e non nasconde i propri sentimenti per Rakel e dovrà far scudo anche al proprio figlio, Oleg. Jo Nesbø, considerato il re del thriller scandinavo, danza sulla pagina e scatena la violenza del proprio serial killer, richiamando in causa il vampirismo, i giochi sadomaso e persino la tradizione nipponica, dando spessore ad un personaggio che non è soltanto cattivo, ma un vero incubo in carne ed ossa.

FRANCESCO MUSOLINO ®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD, APRILE 2017

«La matematica è la scienza del tempo, fa i conti con le nostre attese». Intervista a Chiara Valerio

Chiara Valerio (®Lavinia Azzone)

Chiara Valerio (®Lavinia Azzone)

Perché la matematica ci affascina o ci repelle? Perché uomini di grande valore hanno dedicato la propria vita alla scienza dei numeri, talvolta facendo grandi scoperte, altre volte scomparendo nell’oblio? La scrittrice Chiara Valerio, originaria di Scauri, ha conseguito un dottorato in matematica all’Università Federico II di Napoli finché nel 2007 ha deciso di cambiare vita, consacrandosi al mondo dei libri. Oggi collabora con diversi quotidiani, con il programma televisivo “Pane quotidiano” e con Radio3, cura la collana narravita.it per Nottetempo e ha pubblicato due romanzi per Einaudi: “Almanacco del giorno prima” (2014) e “Storia umana della matematica, da poco in libreria. Narratrice eclettica, in quest’ultimo romanzo spalanca gli archivi della memoria, intessendo una trama fatta di biografie di illustri matematici, mescolata a istantanee di quadri noti e a numerosissime citazioni letterarie. La Valerio sceglie la strada della memoria, raccontando l’infanzia, le rimembranze delle spiegazioni paterne del teorema di Pitagora, la serietà della madre e poi ancora gli anni dell’università sino al dottorato in Matematica, fra gli amori e la vita che passa, fra ironia e malinconia. Ma non solo. Pochi giorni fa proprio Chiara Valerio ha accettato di curare il programma generale per il festival “Tempo di Libri” fortemente voluto dall’AIE e contrapposto al Salone di Torino. E pochi giorni dopo lo scrittore barese e premio Strega Nicola Lagioia – anche lui proveniente dal mondo dell’editoria indipendente –  è stato nominato direttore del Salone torinese.  Leggi il resto di questa voce