Taormina riavrà la sua storica libreria.

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Antonella Ferrara

«Una vittoria per tutti, soprattutto per la cultura e la nostra Taormina». Giubilante, Antonella Ferrara commenta a caldo la notizia ufficiale che la sua storica libreria Bucolo, «l’unica da quasi 20 anni a servire da Taormina il territorio nel raggio di 50 km», verrà ospitata nei locali di Palazzo Ciampoli – gioiello dell’architettura gotico-catalana di proprietà del demanio regionale, che domina l’omonima scalinata affacciata sul corso principale di Taormina – come assicurato dall’assessore dall’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Carlo Vermiglio. «Sono molto felice che l’Assessorato abbia accolto il nostro grido d’aiuto – prosegue la Ferrara – risolvendo una criticità e mettendo a disposizione un bene nella disponibilità della Regione siciliana con una scelta politica forte. Tutto ciò va nella direzione dell’auspicata integrazione fra pubblico e privato, uno dei punti principali della nuova, buona politica. Palazzo Ciampoli concede i locali ma la libreria offrirà dei servizi attivi, tenendo aperta la struttura e offrendo una serie di attività alla città, diventando finalmente anche un vero centro di aggregazione culturale, traendo giovamento da una direttiva nazionale per concedere immobili ad equo canone alle librerie storiche cittadine per evitarne la chiusura». Continua a leggere “Taormina riavrà la sua storica libreria.”

Il Duca Bianco era un extraterrestre. David Bowie si racconta.

bowieee-1È sempre sembrato diverso, alieno, un vero extra-terreste. Di una bellezza efebica, perennemente capace di dettare nuove tendenze. Chi se non David Bowie può essere considerato l’uomo delle stelle? Non a caso fu proprio lui a interpretare il ruolo di protagonista nella trasposizione cinematografica dello struggente romanzo di Walter Tevis, “L’uomo che cadde sulla Terra”. David Bowie è morto a 69 anni, il 10 gennaio di quest’anno funestato da perdite eccellenti – forse preannunciando la propria morte nella canzone “Lazarus”, contenuta in “Blackstar”, pubblicato due giorni prima del decesso. Resterà per sempre nella storia della musica con decine di tracce indimenticabili – fra cui “Life on Mars”, “Heroes”, “Space oddity” – ma grazie al libro “Sono l’uomo delle stelle. Vita, arte e leggenda dell’ultima icona pop” (Il Saggiatore, pp.469 euro 24) sarà finalmente possibile sondarne la natura magneticamente affascinante. Si tratta di un libro composto da una ricca raccolta – ben trentadue – interviste rilasciate dal Duca Bianco tra il novembre 1969 e il novembre 2003 ovvero trentacinque anni esatti di pensieri e parole, passando dalla ricerca dell’ispirazione alla sua sfuggente vita sessuale, dal rapporto con la religione sino al ritiro dalle scene. Il risultato finale è assai lontano dalla boria delle biografie classiche, perché intervista dopo intervista, pagina dopo pagina, dal ’69 ad oggi, va in scena un confronto con uno degli artisti più importanti sulla scena mondiale, nel tentativo di scendere sempre più in profondità, scandagliandone il cuore grazie alla collaborazione con alcuni fra i giornalisti musicali più celebri nel mondo brit. Intelligenza eclettica, Bowie si dedicò anche alla pittura e al cinema e i suoi poliedrici interessi sono al centro di diverse interviste in questo ricchissimo libro, imperdibile per i suoi fan, una vera miniera di informazioni e curiosità, in cui David Bowie viene colto nelle proprie imprendibili sfumature, anno dopo anno, sbalordendo per la sua semplicità, l’umiltà di un extra-terrestre piombato sulla Terra, in mezzo a noi.

FRANCESCO MUSOLINO®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD, NOVEMBRE 2016

 

Vivere (e morire) all’ombra delle otto montagne.

COP_Cognetti.inddIl più grande pregio del romanzo “Le otto montagne” (Einaudi, pp.208 euro 18,50) di Paolo Cognetti è un sapore antico capace di riportare indietro il lettore, lontano dalla frenesia di tanta narrativa moderna destinata a passare senza lasciare alcuna traccia. Invece, la prosa scelta da Cognetti – già noto e apprezzato scrittore di raccolte di racconti, come “Sofia si veste sempre di nero” (Minimum Fax, 2012) e curatore della pregevole antologia “New York Stories (Einaudi, 2015) – ha un adagio posato, le parole sono sempre scelte con cura per raggiungere lo scopo reale di ogni libro ovvero quello di raccontare una storia, spingendo il lettore a girare una pagina dopo l’altra, sino alla fine. Per poi continuare a vivere con quei protagonisti in testa, ancora per un po’. Un romanzo di formazione in cui seguiamo le orme di Pietro, figlio di una coppia di amanti della montagna che ha trovato la propria oasi di serenità nel paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa. Se la madre adora intrattenersi con le persone, studiare la natura e dar nomi alle cose, il padre non vede altro che sentieri da percorrere a ritmo sostenuto e vette da scalare una via l’altra. Il lavoro e la vita di città immersa nello smog sono una pena rabbiosa da cui sfuggire e ben presto anche Pietro sentirà il richiamo delle vette. Ma se per il padre è slancio, per il ragazzo è fatica. E i due si allontanano finché fatalmente, quando il padre muore, toccherà al figlio ripercorrere quei sentieri, sentendo il morso nostalgico della montagna che si staglia sullo sfondo delle città, immobile e intoccabile davanti alle nostre ansie quotidiane. “Le otto montagne” riporta in auge la scuola di scrittura italiana nel mondo con un romanzo già venduto in ben 30 paesi, firmato da un autore che rifiuta ogni tipo di social network, dedicando il proprio tempo ai boschi, alla montagna, alla parola. Una grande storia di amicizia fra Pietro e il suo amico montanaro Bruno, pagine intense per riflettere sul destino, sulle montagne che stanno sopra la nostra testa, sull’importanza di trovare il proprio posto nel mondo.

FRANCESCO MUSOLINO®

FONTE: GAZZETTA DEL SUD, 26 NOVEMBRE 2016

«Nessuno può sfuggire alla propria ombra, al proprio passato». Luis Sepúlveda ritira il Premio Sicilia.

Luis Sepulveda
Luis Sepulveda

Possiamo sfuggire alle nostre ombre? Il perdono è la migliore via per ottenere la giustizia in terra? A cosa serve davvero la letteratura? Tre domande universali con cui si confronta lo scrittore best-seller cileno, Luis Sepúlveda, che oggi, 17 novembre, presenterà in anteprima nazionale “La fine della storia” (Guanda, pp.208 euro 17) a Catania, concludendo la rassegna turistica e letteraria “Paesaggi di mare” – la kermesse di eventi itineranti per la Sicilia affidata all’Associazione Taormina Book Festival, presieduta da Antonella Ferrara – al Teatro Sangiorgi (h 20.30). In tale occasione Sepulveda riceverà il Premio Sicilia, conferito dall’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, guidato da Anthony Emanuele Barbagallo, per “l’eccellenza della sua produzione letteraria e i valori civili e umani che trasmette”. Con “La fine della storia”, Luis Sepúlveda torna al romanzo, attraversando il Novecento, dalla Russia di Trockij al Cile di Pinochet, dalla Germania hitleriana alla Patagonia di oggi, richiamando in pagina il personaggio di Juan Belmonte, ex guerrigliero cileno che ha combattuto contro il regime di Pinochet ma ora vive in una casa sul mare, assistendo la sua compagna Verónica, che non si è mai ripresa dalle torture subite dopo il colpo di stato. Juan è un uomo stanco e disilluso ma i servizi segreti russi hanno bisogno della sua abilità, per sventare un piano ordito da un gruppo di nostalgici di stirpe cosacca, decisi a liberare dal carcere l’aguzzino Miguel Krassnoff, ex ufficiale dell’esercito cileno al servizio di Pinochet, condannato all’ergastolo per crimini contro l’umanità. E Belmonte ha un ottimo motivo per odiare quell’uomo: Krassnoff è colui che ha distrutto il futuro della sua compagna. Continua a leggere “«Nessuno può sfuggire alla propria ombra, al proprio passato». Luis Sepúlveda ritira il Premio Sicilia.”

«Prendo le storie direttamente dalla strada e le porto in pagina». Intervista a Maurizio De Giovanni

Maurizio De Giovanni
Maurizio De Giovanni

Napoletano doc, Maurizio De Giovanni ha alle sue spalle una lunga carriera da bancario che lo lega fortemente alla Sicilia. Il primo libro (“Il senso del dolore”) risale al 2007 eppure in soli nove anni è diventato un punto di riferimento per i lettori di noir italiano, declinando la sua passione attorno due personaggi, il commissario Ricciardi e l’ispettore Lojacono (che approderà su RaiUno a inizio 2017), portando in pagina indagini e omicidi ma soprattutto storie e vicende che si svolgono nella sua amatissima Napoli, spaziando dagli anni ’30 sino alla contemporaneità. Oggi Maurizio De Giovanni sarà a Messina (presso la libreria “La Gilda dei Narratori”, alle ore 18) per presentare il suo libro più recente “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” (Einaudi Stile libero, pp. 384 €19) ma in occasione del suo tour siciliano – stasera sarà a Catania e giovedì a Palermo – leggerà in anteprima brani del nuovo romanzo “Pane. Per i Bastardi di Pizzofalcone, in uscita a fine novembre. Continua a leggere “«Prendo le storie direttamente dalla strada e le porto in pagina». Intervista a Maurizio De Giovanni”