C’è tempo, papà. Un mio racconto su Il Foglio

Un racconto online su “Il Foglio” – settembre 2019 (clicca qui)

«La matematica è la scienza del tempo, fa i conti con le nostre attese». Intervista a Chiara Valerio

Chiara Valerio (®Lavinia Azzone)
Chiara Valerio (®Lavinia Azzone)

Perché la matematica ci affascina o ci repelle? Perché uomini di grande valore hanno dedicato la propria vita alla scienza dei numeri, talvolta facendo grandi scoperte, altre volte scomparendo nell’oblio? La scrittrice Chiara Valerio, originaria di Scauri, ha conseguito un dottorato in matematica all’Università Federico II di Napoli finché nel 2007 ha deciso di cambiare vita, consacrandosi al mondo dei libri. Oggi collabora con diversi quotidiani, con il programma televisivo “Pane quotidiano” e con Radio3, cura la collana narravita.it per Nottetempo e ha pubblicato due romanzi per Einaudi: “Almanacco del giorno prima” (2014) e “Storia umana della matematica, da poco in libreria. Narratrice eclettica, in quest’ultimo romanzo spalanca gli archivi della memoria, intessendo una trama fatta di biografie di illustri matematici, mescolata a istantanee di quadri noti e a numerosissime citazioni letterarie. La Valerio sceglie la strada della memoria, raccontando l’infanzia, le rimembranze delle spiegazioni paterne del teorema di Pitagora, la serietà della madre e poi ancora gli anni dell’università sino al dottorato in Matematica, fra gli amori e la vita che passa, fra ironia e malinconia. Ma non solo. Pochi giorni fa proprio Chiara Valerio ha accettato di curare il programma generale per il festival “Tempo di Libri” fortemente voluto dall’AIE e contrapposto al Salone di Torino. E pochi giorni dopo lo scrittore barese e premio Strega Nicola Lagioia – anche lui proveniente dal mondo dell’editoria indipendente –  è stato nominato direttore del Salone torinese.  Continua a leggere “«La matematica è la scienza del tempo, fa i conti con le nostre attese». Intervista a Chiara Valerio”

Tre generazioni e la ricerca di un destino comune per ricominciare. Evelina Santangelo racconta “Non va sempre così”.

Evelina Santangelo
Evelina Santangelo

C’è un’urgenza che tracima dalle pagine del nuovo romanzo di “Non va sempre così” (Einaudi, pp.220 €19) della scrittrice palermitana, Evelina Santangelo. In questa storia che fotografa senza fronzoli la società contemporanea italiana, la protagonista è specchio dei nostri tempi. Tutto è fin troppo fuggevole nella sua vita, dagli oggetti di casa che le si sfasciano in mano al legame affettivo che si sgretola, dal fin troppo precario incarico di insegnante di sostegno sino ai ferventi valori che si acquietano, mesti. La Santangelo – già apprezzata editor e traduttrice – porta in pagina il confronto agrodolce e ironico fra tre generazioni; al limbo in cui si trova sospesa la protagonista, fanno da contrappeso la fiducia incrollabile nel progresso di suo padre e il ruolo di Matilde, la figlia teenager e i suoi desideri di felicità destinati ad essere disattesi. Finché in questo precariato esistenziale, piomba in pagina un’idea bizzarra, un progetto ecosostenibile che potrebbe ridare senso e speranze agli attori in pagina, creando un nuovo destino condiviso. Del resto, come afferma la Santangelo, «la mia protagonista sta come sospesa su una soglia tra un passato eroico impallidito e un futuro pieno di nebbie che fa sentire però la sua urgenza».
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Andrew Sean Greer confessa: «Sono letteralmente ossessionato dal tempo»

Annientata dalla morte del fratello gemello e dalla fine della sua relazione amorosa, Greta piomba in una profonda depressione e per venirne fuori si affida ai radicali trattamenti elettroconvulsivanti del dottor Cerletti. Siamo nel 1985, l’anno in cui il talentuoso scrittore statunitense Andrew Sean Greer – dopo i grandi favori della critica ottenuti con il suo libro d’esordio, “La storia di un matrimonio” (Adelphi, 2008) – decide di partire per ambientare il suo terzo romanzo, “Le vite impossibili di Greta Wells” (Bompiani, pp. 292€18). Ma al risveglio dopo il primo elettroshock, Greta si troverà catapultata nel lontano 1918 e in seguito nel 1941, generando una catena di eventi temporali che legano fra loro tutti i personaggi, compresa l’adorabile zia Ruth. Difatti, se nel 1918 Greta vive una tempestosa relazione adultera, nel 1941 ha riconquistato il suo amato Nathan e cerca di far coronare il sogno d’amore del proprio gemello, Felix, con il proprio compagno, nonostante le remore della società. Un libro in cui troviamo ogni forma d’amore, da quello egoista a quello generoso tanto che Greta, in fin dei conti, vorrebbe solo scovare una forma di Eden, un luogo a cavallo del tempo in cui tutte le persone che ama possano essere felici. Ma con lo svolgersi della matassa verranno fuori anche i paradossi, permettendo a Greer di far piombare il lettore in un cortocircuito temporale in cui è facile smarrirsi per poi ritrovarsi, cercando di trovare le risposte fondamentali. “Le vite impossibili di Greta Wells” sarà presto un film diretto da Madonna che ha prontamente acquistato i diritti cinematografici non appena il libro è stato pubblicato, con grande successo, negli U.S.A. Continua a leggere “Andrew Sean Greer confessa: «Sono letteralmente ossessionato dal tempo»”

La macchina del tempo di Stephen King

Jake Epping è il protagonista di 22/11/’63, il nuovo romanzo di Stephen King, edito da Sperling & Kupfer. Jake è un uomo come tanti, uno di quelli che avrebbe sempre voluto lasciare un segno ma per un bonario professore di Lisbon Falls, nel Maine, le occasioni per cambiare le sorti della storia non sono certo numerose. Sarà Al, il padrone della becera tavola calda che frequenta abitualmente, ad offrirgli una chance irripetibile: tornare indietro sino alle 9:58 del 9 settembre 1958. Jake è tentato ma alla fine si convince a varcare la soglia che conduce nel passato perché, a prescindere da quanto tempo perda, nel suo mondo trascorreranno appena 2 minuti.

Il professore cambierà così la propria identità indossando i panni di George Amberson, tuffandosi nel passato, in un’America assai più ingenua e avvolta ancora nell’aura nei miti di Elvis e James Dean, con il dichiarato obiettivo di disarmare la mano di Lee Harvey Oswald e in tal modo cambiare, per sempre, la storia americana. Difatti, Al, nelle primissime pagine del libro, convince Jake sulla sequenza nefasta e inarrestabile che si avvia con l’uccisione del presidente John Fitzgerald Kennedy a Dallas – il 22 novembre 1963 – e prosegue con l’uccisione del fratello Bobby, Martin Luther King, lo scoppio delle rivolte razziali sino a giungere alla guerra del Vietnam, nel quale proprio Lyndon Johnson, subentrato a JFK, ebbe un ruolo chiave.

“Torna indietro, ferma Oswald e cambia la storia americana”: è impossibile resistere ad un richiamo simile per un americano che si rispetti e Stephen King lo sa bene, tanto da costruire su questa chance tutto il suo nuovo romanzo. Stephen King, il re del brivido per antonomasia, si è molto spesso distinto per l’originalità della trama (ad esempio It, Duma Key, Cell), ma in 22/11/’63 si mette alla prova con un romanzo storico con un’ombra di soprannaturale che ritorna prepotentemente su una delle domande più abusate di sempre ovvero “e se potessimo tornare indietro nel tempo, cambierebbe qualcosa?”.

Un dubbio esistenziale convertito con maestria in un romanzo avvincente che tiene incollato il Lettore sino all’ultima pagina e mette su pagina il Destino come una sorta di personaggio nefasto e crudele, disposto a tutto purché accada ciò che deve necessariamente accadere.

22/11/’63 di Stephen King – Sperling & Kupfer – Pp. 780 – Euro 23,90

Fonte: Settimanale Il Futurista – giovedì 19 gennaio 2012