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“In cucina comando io”. Franco Di Mare si racconta.

 

Franco Di Mare

Franco Di Mare

Giornalista e conduttore televisivo, con un recente passato da inviato di guerra, Franco Di Mare torna in libreria con “Il teorema del babà” (Rizzoli, pp.224 €15), ambientato nella ridente cittadina di Bauci, sulla costiera amalfitana, dove si svolgeva anche il recente “Il caffè dei miracoli” (Rizzoli, pp.288 €18). A Bauci il Natale è alle porte e il cuoco Procolo Jovine sta preparando il suo ristorante, in cui si cucina da decenni secondo la rigida tradizione campana ma, complice una burocrazia distratta, sulla stessa piazza sta per aprire il ristorante di Jacopo Taddei, chef molecolare e noto volto televisivo. Il microcosmo di Bauci viene scosso dalla notizia e Di Mare costruisce una deliziosa commedia umana, in cui la paura per il futuro travolge tutti, meno Rosa, moglie devota ma fiera di Procolo. Tradizione contro innovazione, parmigiana di melanzane contro esperienze sensoriali, Di Mare tinge con ironia un ritratto metaforico dell’Italia dei mille campanili, in cui il forestiero da sempre è giudicato con sospetto.  Leggi il resto di questa voce

La ragazza più fortunata del mondo, Jessica Knoll, Rizzoli (Gazzetta del Sud – 18 novembre 2015)

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Ciao, Walter Veltroni, Rizzoli. (“Gazzetta del Sud” – 28 ottobre 2015)

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Il figlio maschio, Giuseppina Torregrossa, Rizzoli. (“Gazzetta del Sud” – 4 novembre 2015)

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L’affare Mondazzoli fra apocalittici e integrati. Sei opinioni d’autore.

Apocalittici o integrati? Fieri difensori delle libertà o realisti osservatori delle leggi capitalistiche del mercato editoriale? Nonostante la percentuale di lettori in Italia sia vergognosamente bassa – secondo fonti Istat, rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è ulteriormente scesa dal 43% al 41,4%, piombando sino al 31.3% nelle isole – quasi tutti gli italiani hanno esternato la propria opinione in merito all’acquisizione da parte di Mondadori del comparto libri di Rcs per 127,5 milioni di euro. Il colosso di Segrate aveva nel suo ricco carnet già Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, Frassinelli ed Electa, cui si aggiungono Rizzoli e Rizzoli International Pubblications, Bompiani, Marsilio, Fabbri, Bur, Sonzogno, Etas e tutta la divisione education. Solo Adelphi si è tirata fuori visto che l’editore Roberto Calasso l’ha ricomprata personalmente, detenendone adesso il 71%. Un’operazione importante che ha anche destato comprensibile scalpore, con appelli e petizioni firmati da scrittori di fama – fra cui Umberto Eco e Chiara Valerio – eppure non sarebbe giusto tacere il fatto che le grosse perdite di bilancio di Rcs esigevano un drastico intervento. Così, dopo un’estate trascorsa a paventare scenari diversi, “Mondazzoli” – neologismo di rara bruttezza – è divenuto realtà. Questo in attesa del verdetto dell’Antitrust che potrebbe sancire la cessione di qualche elemento per ridurre il rischio che si attui un monopolio culturale, vista la quota di mercato totale che oscilla sul 35%. E accantonati i discorsi sui massimi sistemi capitalistici restano sul piatto le esigenze concrete perché, come ricorda Sandro Veronesi nelle pagine di “Caos Calmo”, una fusione aziendale comporta sempre inevitabili perdite di posti di lavoro, tagliati in nome delle necessità di bilancio. Gazzetta del Sud ha voluto interpellare sei scrittori per capire che aria tiri oggi nel mondo dell’editoria. Leggi il resto di questa voce

3DomandeCon Giulio Perrone (L’Esatto Contrario – Rizzoli)

3DomandeCon Giulio Perrone (L’Esatto Contrario – Rizzoli)

cover giuliDa qualche mese con #HoLettoCose recensisco libri in modo emotivo, scanzonato e non richiesto. Mi diverte e nei fatti provo ad infrangere l’immobilismo della carta stampata e non solo. Con le medesime linee guida – parlare di libri e autori intriganti, stavolta ponendo loro 3 domande e lasciandoli liberi di di argomentare – nasce la rubrica #3DomandeCon. La prima puntata ospita l’editore Giulio Perrone che esordisce nel mondo del romanzo con “L’Esatto Contrario” (Rizzoli).

Un caso di cronaca, letto in modo assolutamente casuale, è stata la scintilla che ha dato il via alla scrittura di questo romanzo, portando in pagina un 35enne – Riccardo – cui improvvisamente piomba addosso il passato, sotto forma di un omicidio che pesca nella memoria e nel cuore del protagonista. Una vita serena – scandita dal disimpegno, dall’amore per la Roma e condita da coinquilini parecchio sui generis – che improvvisamente impatta con la cronaca nera, aprendo a nuovi scenari e a prese di coscienza; Perrone lega la trama con un’impronta di humour genuino che si dimostra essere il suo valore aggiunto. Leggi il resto di questa voce

Michele Giuttari: «Dopo trent’anni di indagini, vi racconto la mia vita da poliziotto scomodo».

Michele Giuttari

Michele Giuttari

Dopo aver trascorso trentadue anni in polizia, Michele Giuttari ha deciso di raccontare la sua intensa attività investigativa, ripercorrendo la recentissima storia d’Italia attraverso casi altisonanti sui quali ha indagato in prima persona. Giuttari ha ricoperto incarichi alle Squadre Mobili di Reggio Calabria e Cosenza, ha prestato servizio presso la Dia di Napoli e Firenze per poi divenire capo della Squadra Mobile di Firenze. Dal 1997, inoltre, si dedica con successo all’attività di romanziere, tanto che sta attualmente terminando il suo tredicesimo thriller. In “Confesso che ho indagato” (Rizzoli, pp.368 €18), il messinese Michele Giuttari (classe ’50) narra un racconto di vita senza omissioni sino a giungere in Toscana, sulle tracce del celebre Pietro Pacciani, il “Mostro di Firenze” e dei “Compagni di merende”, con la chiara consapevolezza che non tutta la verità sia ancora emersa.  Leggi il resto di questa voce

#HoLettoCose – La notte dell’innocenza (Mario Desiati, Rizzoli, 2015).

#HoLettoCose – La notte dell’innocenza (Mario Desiati, Rizzoli, 2015).  3254047-9788817081429

Non è bello rendersi conto che non impariamo dai nostri sbagli. Stanotte ho letto d’un fiato il nuovo libro di Mario Desiati, La notte dell’innocenza (Rizzoli) e sono andato a dormire pieno di dubbi. All’indomani del derby di Torino (vinto dai granata per 2 a 1) restano sul piatto tante domande ma soprattutto una: com’è possibile entrare allo stadio con una bomba carta? Perché la competizione sportiva – calcistica, ahimè – può spingerci ben oltre gli istinti animaleschi, desiderando non soltanto la sconfitta del nostro avversario ma proprio il suo annientamento? Leggi il resto di questa voce

#ioleggoperché e la lettura in Italia. L’opinione di Fabio Geda, Marco Missiroli, Stefano Petrocchi, Stefano Piedimonte e Nadia Terranova

IoLeggoPerchéAlla vigilia della sua prima edizione, la manifestazione #ioleggoperché si annuncia come una mobilitazione di massa sotto l’egida dell’Associazione Italiana Editori per promuovere la lettura. In campo ci sono numeri impressionanti come le 240mila copie di 24 longseller che verranno donati ai non-lettori da trentamila volontari, i Messaggeri. Giovedì 23 aprile sono previsti oltre mille eventi in contemporanea lungo tutta la penisola e c’è attesa per il ritorno dei libri in prime-time con la diretta (Rai3, 21.05) della serata condotta da Pierfrancesco Favino dall’Hangar Bicocca di Milano con numerosissimi ospiti per condividere insieme i libri amati. Un’iniziativa fortemente mediatica – ma non priva di critiche – tanto che #ioleggoperché ha persino un suo inno inciso da Samuele Bersani e Pacifico con Francesco Guccini: “Le storie che non conosci”. Basterà a superare la crisi della lettura? Gazzetta del Sud ha voluto approfondire il tema chiedendo ad alcuni scrittori cosa ne pensano. Leggi il resto di questa voce

Chi ha paura dei lettori? Jean-Paul Didierlaurent si racconta.

3127649-9788817079242Ogni giorno, un uomo si reca al lavoro prendendo il treno delle 6.27 che attende sulla banchina in mezzo a tanti altri pendolari come lui. Appena vi sale, anziché prendere posto nel vagone, si siede sul predellino e comincia a leggere le pagine sopravvissute alla distruzione che lui stesso comanda, seppur controvoglia. Il protagonista di “Un amore di carta” (Rizzoli, pp.192 €15 trad. it. di Maurizia Balmelli) il romanzo d’esordio dello scrittore francese Jean-Paul Didierlaurent, si chiama Guylain Vignolles ed è una delle tante persone che conducono esistenze invisibili. Lavora in una fabbrica di riciclaggio, al servizio di un’impietosa trituratrice di libri invenduti soprannominata “la Cosa” che ogni giorno fagocita pile su pile di titoli resi agli editori per farne una poltiglia puzzolente da cui verranno generati nuovi libri che, fatalmente, torneranno nelle sue fauci. C’è un modo per sopravvivere a questa quotidiana distruzione? Guylain ha scoperto che nei meandri della macchina poche pagine riescono miracolosamente a salvarsi e ogni sera, a fine turno, con la scusa di dover pulire la pancia del mostro, lontano da occhi indiscreti, recupera quelle pagine sfuse per poi poterle leggere allo scompartimento di pendolari al mattino dopo. Finché la sua esistenza solitaria e ordinaria viene sconvolta dal ritrovamento di una penna usb contenente il diario di una certa Julie, addetta ai bagni di un centro commerciale. La vita di Guylain è travolta da quelle pagine così personali e quelle parole saranno capaci di scardinare due esistenze invisibili, dando vita ad una ricerca romantica ma forse impossibile. “Un amore di carta” è il folgorante esempio del potere liberatorio della lettura dalle brutture, dal grigiore del quotidiano, riuscendo ad elevare anima, persino a mondarla dai peccati.

Recentemente ci sono stati roghi di libri a Mosul. Perché i regimi bruciano i libri?

«Ciò dimostra ancora una volta che i libri continuano ad essere considerati qualcosa da temere. Sono il simbolo stesso della cultura. Sin dalla notte dei tempi, purtroppo, assistiamo a questi tentativi barbari per fermare il progresso della conoscenza, rischiando di farci piombare nell’oscurantismo più cupo. Ma i libri finiscono sempre risorgere dalle ceneri. Volete una prova ? Pensate alla marea di disegni che hanno invaso il pianeta dopo il massacro atroce di fumettisti di Charlie Hebdo. Mi piace pensare che le penne siano sempre più forti delle armi e della violenza». Leggi il resto di questa voce