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3DomandeCon Vanni Santoni (Muro di Casse – Laterza)

Vanni Santoni

Vanni Santoni

Vanni Santoni è uno scrittore coraggioso, capace di osare. Appena ci si tuffa fra le pagine del suo nuovo romanzo, “Muro di Casse” – edito da Laterza, inaugurando la  già promettente collana di narrativa del disordine, Solaris – si viene avvolti da un’atmosfera roboante. Le parole. Sono le parole scelte da Santoni a provocare nel lettore una sorta di incantesimo, un lungo flusso narrativo con periodi lunghi intere pagine. Il coraggio cui accennavo emerge nella sua scelta di scrivere un libro cui il lettore deve affidarsi, lasciandosi condurre innanzi. Altro che i libri e le letture semplici cui sin troppo spesso si fa ricorso con l’unico scopo di far cassa in tempi di magra.  Leggi il resto di questa voce

Lelio Bonaccorso rivela: «C’è un filo rosso che lega la storia di Peppino Impastato a quella di Jan Karski»

Dopo aver raccontato la storia di Peppino Impastato, Che Guevara e Marco Pantani, la premiata ditta siciliana formata dal giornalista Marco Rizzo e dall’illustratore Lelio Bonaccorso torna in libreria con “Jan Karski – L’uomo che scoprì l’Olocausto” (Rizzoli Lizard, pp.160 €17,50) in cui raccontano l’avventurosa vita dell’uomo che per primo denunciò il dramma della Shoah, senza essere creduto. Un testo interamente a colori e dal tratto essenziale, capace di far rivivere il dramma di Jan Karski, scuotendo le coscienze ed evidenziando un fil rouge che corre da Peppino Impastato all’eroe polacco, passando per la storia dimenticata e poi riemersa di Attilio Manca.

Come avete scoperto la storia di Jan Karski?

«Il merito è di Marco Rizzo. Siamo partiti da un articolo di giornale e da lì ci siamo documentati, decidendo quasi subito di metterci al lavoro. La sua vita sembra tratta da un film di spionaggio hollywoodiano, basti pensare che quando cominciò a collaborare per i partigiani polacchi partiva da Varsavia scendeva dai Carpazi che non erano controllati dai nazisti, passava dalla Svizzera e giungeva a Parigi dove consegnava i suoi messaggi al governo esiliato polacco per poi tornare indietro. Fece questo dal ’39 al ‘43». Leggi il resto di questa voce