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Stefano Bartezzaghi racconta “il senso del ridicolo”, il primo festival dell’umorismo italiano.

Stefano Bartezzaghi

Stefano Bartezzaghi

Altan, Alessandro Bergonzoni, Maccio Capatonda, Francesco Piccolo, Sergio Staino e Gioele Dix sono alcuni fra i protagonisti di “Il senso del ridicolo”, il primo festival italiano sull’umorismo e la satira che si svolgerà a Livorno dal 25 al 27 settembre. Un festival di taglio culturale, non una mera galleria di comici ma un vero e proprio cammino culturale nei territori dell’umorismo e dell’ironia per guardarci allo specchio, fra pregi e debolezze.  Gazzetta del Sud ne ha parlato con il direttore artistico della kermesse, Stefano Bartezzaghi. Fine enigmista – figlio del celebre Piero, fra i più noti autori dell’enigmistica classica – linguista, giornalista e autore radiofonico, Bartezzaghi di recente è torna in libreria con “M – Una Metronovela” (Einaudi, pp.282 €20) in cui la sua memoria personale di Milano si mescola all’orizzonte superiore e inferiore della città meneghina. Un viaggio sentimentale capace di far sorridere il lettore, traendo spunto dall’uso quotidiano della metropolitana. Leggi il resto di questa voce

I grandi della letteratura risplendono a Taormina. Antonella Ferrara presenta TaoBuk2015

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Antonella Ferrara

Il premio Nobel turco Orhan Pamuk, lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, il violinista Uto Ughi, il magistrato Raffaele Cantone e la cantante israeliana Noa, saranno le star della serata inaugurale della quinta edizione della kermesse culturale Taobuk-Taormina International Book Festival che si svolgerà il 19 settembre al Teatro Antico di Taormina. Il festival, ideato e diretto dall’imprenditrice siciliana Antonella Ferrara e dal giornalista e scrittore Franco Di Mare, si concluderà il 25 settembre e quest’anno riguarderà il tema “Gli ultimi muri”, inteso come il necessario superamento delle barriere ideologiche, culturali e sociali derivanti dai conflitti della stretta attualità. Del resto, anno dopo anno, TaoBuk si è messo in luce nella serrata competizione dei festival letterari italiani, attestandosi come il salotto culturale al centro del mar Mediterraneo grazie alla partecipazione di grandi personalità del mondo della letteratura. Numerosi gli ospiti presenti nel ricco programma della quinta edizione fra cui spiccano David Levitt, Daria Bignardi, Stefano Benni, Vinicio Capossela, Don Ciotti, Alessandro D’Avenia, Marco Missiroli, Letizia Muratori, Luca Sofri, il premio Strega Nicola Lagioia, lo chef Carlo Cracco e il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti. Leggi il resto di questa voce

Stregata da Matera. Annarita Briganti racconta Women Fiction’s Festival

10671252_10204153658795805_3224141660819400412_nCosa fanno le scrittrici quando s’incontrano? Quello che fanno quando stanno nelle loro piccole case con i loro piccoli computer e i loro grandi pensieri. Discutono di editoria, cercano storie, mangiano, scopano, s’innamorano per due ore, interpretano autofiction – chi non ha mai pensato: mi comporto così e lo metto in un libro? – e vanno in giro per negozi, che a Matera riaprono alle quattro e mezza. La luce rosa, le nuvole rosa, le autrici presunte rosa, la via Riscatto e il supermercato Diva (esistono veramente). The Sassi Bookstore, le case nei Sassi e i film nei Sassi, compreso quello con Gesù, come mi hanno detto in albergo, lui in persona.

Nei matrimoni si lanciano coriandoli, usano ancora il voi, ci sono più chiese che locali, eppure ti sembra la New York del Sud con la vasca da bagno in camera da letto. Fanno tutti gli attori, l’edicolante ti guarda in faccia invece di colpirti con la mazzetta, i bar sfornano biscotti alle mandorle e meno male che non c’è la prova bikini. Non esistono le intolleranze e se chiedi il latte di soia ti prendono per pazza, mentre 80 cinesi girano un film e nella libreria del centro c’è ancora qualche copia del mio libro d’esordio, Non chiedermi come sei nata (Cairo), che mi ha portato al festival.

Ecco 18 cose belle che ho fatto, e che forse rifarò, all’XI edizione del Women’s Fiction Festival di Matera, dove ho partecipato per la prima volta da autrice e presentatrice. Non ci siamo fatti mancare niente. Risse, cuore e batticuore, ma sempre verissimi: Leggi il resto di questa voce

Claudia Priano e il suo diario dal Festivaletteratura di Mantova. #Giorno1

0f4MzQm- (1)Mantova. Primo giorno. Mercoledì 3 settembre – Diario @Stoleggendo

Arrivata a Mantova quasi in orario, solo dieci minuti di ritardo sulla tabella di marcia, che per me ha davvero del miracoloso. Non ero sola, Cristina Parodi, Bibliotecaria e amica, mi indicava le direzioni da prendere, gira qua, vai di là. Siamo partite senza preoccuparci troppo del tempo, ci siamo fermate per chiedere un’informazione e invece abbiamo consumato un lauto pasto, ci siamo godute la campagna del tratto Cremona-Mantova a velocità di crociera, siamo arrivate alla magione di Teresa, un delizioso  Bed and Breakfast a pochi minuti dal centro e abbiamo lasciato che ci accogliesse, Teresa.

E di lei, di Tersa, parleremo ancora.

Ore diciassette.

Stiamo ascoltando Eugenio Borgna che ci parla di come ascoltare il silenzio, cercare di comprendere e accettare la follia, esperienza lontana dall’indulgenza e dalla tolleranza, perché le ragioni e le angosce di chi sta male non sempre possono essere spiegate o capite. La follia non è solo disturbo neurologico o un problema psicologico, ma enigma e mistero. Leggi il resto di questa voce

@Stoleggendo non è (solo) un gioco. Da Ayrton Senna a Ragusa sino al Giappone, un tweet alla volta.

 

0f4MzQm-E’ cominciato tutto così, come risposta a troppe pagine fatte “solo” di sterili citazioni che inseguono i follower e gli danno la caccia, convocandoli a partecipare. E’ cominciato così il progetto lettura @Stoleggendo e un tweet alla volta grazie all’entusiasmo dei tanti #readerguest che hanno già accettato – e a quelli che ci pensano su – cresce e si sviluppa. Un tweet alla volta, giorno dopo giorno.

Volevo una pagina “galante”, che non creasse ansia in chi la segue. Che non facesse appelli, che non fosse vissuta come spam letterario. Una pagina dedicata alla lettura ma che fosse dolce e lenta, #slowread invece di #slowfood, ma i concetti sono vicini, contigui, visto che come l’amore anche le buone letture sono cibo per l’anima.

Non ci sono rincorse al follower, non si bada troppo al contatore ma si punta alla qualità dei tweet, suggerendo autori scomparsi o mai troppo noti. E’ vero, mi stupisco sempre che il mio progetto piaccia ed entusiasmi. @Stoleggendo magari piace semplicemente perché lascia liberi i #readerguest di viaggiare fra i libri e le letture, senza nessuna ansia né vincolo; solo con il piacere di dialogare con i lettori. Com’è giusto che sia.

Il calendario cresce e siamo già arrivati a metà luglio con una gioiosa alternanza di scrittori, giornalisti, librai e protagonisti del mondo editoriale. Lunedì e martedi (6,7 aprile) in pagina ci sarà Patrizia La Daga dalla “sua” Barcellona, l’1 maggio ricorderemo Ayrton Senna con un evento in collaborazione con 66thand2nd e il giornalista Giorgio Terruzzi, il 7 maggio ci sarà Jón Kalman Stefánsson, ad inizio luglio, Laura Imai Messina twitterà i suoi percorsi di lettura dal Giappone e il festival di Ragusa, A tutto volume, ha scelto di “lanciarsi” con una due giorni su @Stoleggendo.

Cresciamo e cambiamo, un tweet alla volta. Grazie a tutti voi.

E allora, se ne avete voglia, via aspetto, vi aspettiamo su Twitter, su @Stoleggendo. 

Lasciate che la lettura vi contagi. Un tweet alla volta, con lentezza.  

 

Francesco Musolino – @fmusolino – @Stoleggendo

© 2014 Francesco Musolino – Tutti i diritti riservati.

Dalla marijuana al comunismo: Oliver Stone a Taormina

TAORMINA. «L’Italia ha partecipato attivamente alle missioni della NATO in Afghanistan, Iraq e Libia. Siete un paese delegittimato che non può ribellarsi alla smania degli Stati Uniti di mettere le mani sul mondo intero».

Il regista americano Oliver Stone, tre volte premio Oscar, è senza dubbio la punta di diamante della 57a edizione del Taormina Film Fest e non ha certamente deluso le attese. Attualmente è al lavoro su un documentario da dieci ore dal promettente titolo – The Unknow Story of United States – nel quale vuole mettere in luce il peso dell’America sul mondo come lo conosciamo oggi: «Sono certo che se i servizi segreti americani non fossero intervenuti nel ’48, l’Italia sarebbe diventata un paese comunista».

Stone non si tira indietro e rilancia ancora: «La Morgan Bank ebbe un peso fondamentale per la storia italiana perché finanziò direttamente Mussolini e la diffusione del fascismo. Inoltre nel mio documentario dimostro con l’aiuto di storici, che le truppe alleate liberando la Sicilia avrebbero potuto agire in modo assai diverso, senza bombardare in modo indiscriminato».

Stone è a lavoro anche su Savages un serial tv nel quale narrerà come Los Angeles sia diventata la capitale mondiale della marijuana, rivelando anche un’ampia conoscenza dell’argomento: «Prima dominava l’hashish afghano ma oggi il massimo sul mercato è l’erba della California del Sud. Hanno fatto grandi investimenti genetici e oggi la qualità Original Gangster, la più saporita,  costa quasi come un buon bordeaux».

 

 

Fonte: Stretto Indispensabile del 14 giugno 2011

 

Consigli d’autore da Marsala

Oltre sessanta “big” dell’informazione – da Marco Travaglio a Peter Gomez, da Luca Telese a Carlo Lucarelli, da Massimo Carlotto ad Antonio Pascale – e noti personaggi del mondo dello spettacolo e della musica – come Lella Costa, Serena Dandini e Paolo Fresu – sono stati protagonisti della tre giorni del 2° festival del giornalismo d’inchiesta “A Chiarelettere”, svoltosi a Marsala (organizzato dall’agenzia Communico, Mismaonda e la casa editrice Chiarelettere con il patrocinio del Comune di Marsala e la fondamentale partecipazione a titolo gratuito di tanti ragazzi marsalesi). Il tema centrale della kermesse era Viva Italia, biografia di un paese da inventare, spunto per una riflessione sul nostro paese, ormai prossimo al suo 150° anniversario, e su alcuni temi sempre caldi come immigrazione, lavoro, precariato, corruzione, speculazioni edilizie e “la cricca”. Ma al contrario di ciò che si potrebbe pensare non si è dato adito ai facili pessimisti, anzi, è stato proprio Marco Travaglio ad affermare: «questo non è certo un momento allegro eppure è sicuramente interessante perché prossimo a grandi cambiamenti che non potranno non riguardare tutta la collettività».

 

Ecco i consigli di lettura d’autore Satisfiction.

Luca Telese: Per chi è appassionato dei misteri italiani consiglio “Piazza Fontana, noi sapevamo” diAndrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato. E’ l’appassionato lavoro di tre ragazzi che hanno dato una lezione di giornalismo a tutti andando sino in Sudafrica senza alcuna certezza né rimborso spese, per intervistare il generale – dichiarato latitante – Gian Adelio Maletti. Un’inchiesta bellissima che racconta molti misteri italiani, godibile anche per chi non sa nulla per gli anni di piombo.  Una vera lezione di giornalismo fatta da tre ragazzi giovanissimi di cui dovremmo far tesoro.

 

Carlo Lucarelli: Non è mai facile consigliare un libro ma io suggerisco l’ultimo che ho letto, “A long, long way” di Sebastian Bailey. E’ la storia di un ragazzo irlandese che diventa grande durante la prima guerra mondiale facendo il soldato. Sento parlare spesso di rabbia, delusione e questo libro di guerra in trincea mi è sembra un perfetto specchio di questi tempi.

 

Serena Dandini: Senz’altro “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino. Un romanzo assolutamente fuori dagli schemi con uno stile contenuto che coinvolge il lettore sino a fargli sentire davvero vicino il protagonista, Tony Pagoda. Sorrentino ha una capacità narrativa straordinaria che gli permette di parlare con ironia ma anche con profondità, dell’Italia degli anni ’60 guardando ai giorni nostri.

 

Lella Costa: “Boy A” di Jonathan Trigell (premiato con l’”Edoardo Kilhgren Opera Prima”), un libro davvero sorprendente che porta sulla pagina una vicenda che ha sconvolto l’Inghilterra molti anni fa ovvero l’uccisione di un adolescente per mano di suoi coetanei. Trigell immagina la vita di uno dei protagonisti ed io sono rimasta affascinata dalla forza della sua scrittura.

 

Paolo Fresu: Suggerisco “Conversazioni con Glenn Gould” di Jonathan Cott. Un libro illuminante perché lo possono leggere gli appassionati di musica ma anche coloro che non la conoscono affatto. Gould riesce a raccontare il mondo della musica con metafore suggestive e con un linguaggio sorprendente che riesce a trasportare altrove il lettore.

 

Antonio Pascale: Consiglio “Pane e Bugie” di Dario Bressanini non solo perché sfata i luoghi comuni legati all’alimentazione ma per la metodologia critica che utilizza. Bressanini svela con chiarezza il processo mentale che sta dietro la formazione delle stesse opinioni nel “sentire comune” e ciò differenzia nettamente questo libro dagli altri che affrontano lo stesso tema.

 

Francesco Piccolo: Ho amato moltissimo il libro di Edoardo Nesi, “Storia della mia gente”. E’ prezioso perché nella nostra narrativa i racconti dell’alta borghesia, del mondo industriale, sono molto pochi e Nesi racconta il decadimento dell’industria tessile di Prato con lucidità ma, visto che lo fa in prima persona, anche con grande dolore ed empatia. Inoltre mi piace sottolineare il contributo che un romanziere può dare al mondo dell’inchiesta proprio perché può usare una scrittura fatta di esperienza vissuta che può risultare davvero molto potente.

 

Giorgio Vasta: Ho trovato caldo ed incandescente nelle sue percezioni l’ultimo libro di Carlo De Amicis, “La battuta perfetta”. Vi si descrive il percorso di uomo, Canio Spinato, dominato dal desiderio di piacere che prenderà nettamente le distanze dal proprio padre, funzionario RAI legato ad un’idea pedagogica della tv. La scalata del protagonista alle reti commerciali, la sua completa adesione “ai consigli per gli acquisti”, lo porterà a divenire consulente personale  di Silvio Berlusconi per tutto ciò che riguarda le sue battute e la volontà di piacere agli altri. Credo De Amicis riesca ad individuare cos’è accaduto da un punto di vista antropologico alla nostra società e come sia cambiato il concetto stesso di vergogna.

 

Ferruccio Sansa (giornalista de Il Fatto Quotidiano): Consiglierei “Due” di Irène Némirovski, un libro che indaga i rapporti fra uomo e donna. L’autrice, che morì nei lager nazisti, descrive  una lucida analisi della passione che lega i due protagonisti ma analizza anche i singoli componenti che fanno parte di un legame amoroso, influenzando inevitabilmente l’andamento del rapporto stesso.

 

Lorenzo Fazio (direttore editoriale Chiarelettere): Vorrei consigliare “Questo è il paese che non amo” di Antonio Pascale perché è un libro che ci aiuta molto a ragionare sulla mancanza di stile, cultura e bellezza degli ultimi anni di questa nostra Italia martoriata. In Pascale troviamo una denuncia sacrosanta che però ci aiuta anche a riflettere sui nostri giorni, dandoci lo stimolo per ricominciare ad impegnarci in prima persona. Pascale, inoltre, ci fornisce i mezzi per ripensare alla nostra società, portando avanti una cultura di tipo più scientifico che non tenga conto solo dell’emotività ma anche della ragione.

 

Massimo Carlotto: Consiglio “Tre secondi” di Roslund Anders e Hellström Börge perché sconvolge completamente la nostra immagine del romanzo nordico, raccontando per la prima volta l’infiltrazione della mafia polacca in Svezia e di come questo paese, così democratico e civile, reagisca. Un libro dal taglio mediteranno che va assolutamente letto.

 

Fonte: Satisfiction del 3 giugno 2010

Marco Travaglio attacca: «Più fanno leggi ad personam, più dimostrano la loro debolezza»

Marco Travaglio

Marco Travaglio

Era l’ospite più atteso al festival del giornalismo d’inchiesta. E non ha deluso il suo pubblico.
Torinese classe ’64,editorialista e co-fondatore de Il Fatto Quotidiano. Fra i tanti nomi eccellenti presenti 2° festival del giornalismo d’inchiesta “A Chiarelettere”, Marco Travaglio era certamente il più atteso e difatti il suo incontro/spettacolo, Povera Patria, era davvero gremito, colmando ogni tipo di posto disponibile nel cortile del Complesso San Pietro che l’ospitava. Leggi il resto di questa voce