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Federico Baccomo Duchesne: «Lo confesso, ho l’ossessione di voler far ridere».

arton66948«Uscire dal mondo legale mi ha liberato, questo è il libro che amo di più perché mi sono dovuto documentare per immergermi in un mondo che non conoscevo, in una vita che non vivrò mai. Questa è l’essenza della scrittura, lo spalancarsi delle prospettive». Dopo due romanzi di successo – “Studio illegale” e “La gente che sta bene” già trasposti cinematograficamente con successo – Federico Baccomo Duchesne nel suo terzo romanzo, “Peep Show” (Marsilio, pp.368 €18.50) abbandona il mondo degli avvocati per tuffarsi in quello della società dello spettacolo, spiandolo dal buco della serratura, con il sorriso sulle labbra e un pizzico d’amaro in bocca. Il suo protagonista, Nicola Presci, da un pezzo ha vissuto il suo quarto d’ora di celebrità da reality e dopo il lusso, facili conquiste sessuali e i cachet da migliaia di euro, per lui è giunto il tempo della disperazione, peggio, dell’anonimato. Perfetto prodotto della società dello spettacolo, Presci vorrebbe mantenere il rispetto di se stesso e, al tempo stesso, non uscire dal giro dello showbiz, un’operazione quantomeno complicata che lo condurrà a diventare autista, entrando in contatto con diverse celebrities nostrane – dalla Pausini a Jovanotti, da Baricco a Benigni – e il loro lato nascosto. Federico Baccomo possiede la capacità di creare dialoghi fulminanti, reali eppure surreali, riuscendo a far ridere di gusto lasciando in bocca al lettore il sapore amaro del verosimile.

Qui l’intervista integrale a Federico Baccomo Duchesne su “Ho un libro in testa” dalla rubrica Intervistando.

Annarita Briganti racconta il suo romanzo d’esordio, “una piccola grande storia nell’Italia di oggi”.

Annarita Briganti (@Marina Alessi)

Annarita Briganti (@Marina Alessi)

«La mia vera ed unica ossessione è amare ed essere amata». La giornalista Annarita Briganti si racconta in una lunga intervista in occasione della pubblicazione del suo primo romanzo – della «sua creatura» – Non chiedermi come sei nata (Cairo editore) e trattandosi di una nota intervistatrice è molta la curiosità di trovarla, innanzitutto, dall’altra parte della barricata mediatica, a dover rispondere, piuttosto che a domandare.

Gioia Lieve è la protagonista/alter ego di Non chiedermi come sei nata ma si farebbe un gran torto se definissimo “leggero” il suo primo romanzo difatti, dopo un incipit bruciante (“Ho abortito dieci giorni fa”) la Briganti ci conduce per mano ma di corsa, nel turbinio esistenziale della sua protagonista cui la vita non offre alcun appiglio, né professionale né sentimentale.

Gioia Lieve viene dipinta come una delle principali protagoniste del precariato culturale italiano eppure è costretta a part-time di sussistenza pur di poter sopravvivere alla sua passione lavorativa e contestualmente, il suo partner, Uto, sembra fin troppo concentrato sul proprio Ego per poterle offrire un vero supporto emotivo in barba alle apparenze. Leggi il resto di questa voce

«Mi sta strettissimo il mio corpo, mi sta strettissima la mia testa». Antonella Lattanzi si racconta

Uno sconosciuto episodio di guerra chimica segna la genìa di Giovanni, un bimbo di sette mesi che nella Bari del 1943 sopravvive ad un episodio terribile ma tenuto sotto chiave, celato alla memoria storica degli italiani. Comincia così, con pagine fulminanti, Prima che tu mi tradisca, il nuovo romanzo della scrittrice barese Antonella Lattanzi (Einaudi, pp. 432 €19). La narrazione però compie subito un brusco salto in avanti e l’autrice, con una prosa musicale che ci restituisce persino i versi e i rumori propri della quotidianità, racconta la sorte di due sorelle assai diverse, Michela e Angela J. Sarà quest’ultima, nel bel mezzo di un momento clou per lo svolgersi dell’esistenza della sorella, a scomparire nel nulla, lasciando al suo posto solo tante domande ma nessuna risposta. Prima che tu mi tradisca è un romanzo a cavallo con il tempo, un libro sospeso fra gli anni ’90 e il 2000, dove micro e macro storia si incontrano e si scontrano, dandoci il senso del tutto. Illuminati dal rogo del Petruzzelli, dal gol di Cassano e da altri episodi che hanno segnato la nostra vita e cristallizzato gli attimi, la Lattanzi ci prende per mano, danzando con una prosa sicura ma frenetica che oscilla fra Bari e la sua Roma, sempre all’ombra oscura dei tradimenti, condanna perenne cui nessuno dei suoi personaggi sembra capace di affrancarsi, spezzando la catena che dal torto porta alla vendetta.
Dopo l’esordio disturbante con Devozione, Antonella Lattanzi ritorna in libreria con un nuovo romanzo. Da non perdere. Leggi il resto di questa voce