«Oggi il pm Di Matteo corre un rischio davvero enorme». Sebastiano Ardita racconta “Catania Bene”.

Sebastiano Ardita
Sebastiano Ardita

«Per capire il fenomeno mafioso oggi è necessario comprendere come si spostano gli ingenti capitali sul mercato» e proprio la dimensione affaristica è centrale nel fenomeno di Cosa Nostra catanese, la cui disamina è l’oggetto del libro “Catania Bene” (Mondadori, pp.200 €20) di Sebastiano Ardita, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Messina. Un libro-vademecum per capire come si sia evoluta la mafia sotto l’Etna e come sia possibile comprendere gli scenari futuri.

Perché Catania Bene?

«Alla luce di decenni di esperienza professionale, ho voluto raccontare il fenomeno di Cosa Nostra catanese, giungendo a delle valutazioni complessive. Senza una ricerca del comune denominatore è impossibile comprendere la mafia odierna e i suoi rapporti con il potere e le istituzioni». Continua a leggere “«Oggi il pm Di Matteo corre un rischio davvero enorme». Sebastiano Ardita racconta “Catania Bene”.”

Lisbona, la grande guerra e il desiderio di libertà. Intervista a David Leavitt

David Leavitt
David Leavitt

Dopo aver stupito pubblico e critica con “Il matematico indiano” (Mondadori, 2007), il ritorno dello scrittore americano David Leavitt al romanzo era molto atteso. Finalmente lo scrittore di Pittsburgh, in anteprima internazionale alla sedicesima edizione di PordenoneLegge e subito dopo al Taobuk, ha presentato “I due hotel Francfort” (Mondadori, pp.252 €22 tr. it Delfina Vezzoli) in cui racconta Lisbona nel giugno del 1940, invasa da migliaia di rifugiati in attesa dei visti verso gli Stati Uniti, verso la salvezza. In questa sorta di oasi surreale – fra alcool, giornali stranieri e cibo in abbondanza – Leavitt racconta la vita di due coppie statunitensi, Julia e Pete Winters ed Edward e Iris Freleng, sorpresi a Lisbona dall’evoluzione dei fatti e in attesa che giunga la nave per riportarli a casa, volenti o nolenti. Pete ed Edward sono travolti dalla passione che stravolge del tutto gli equilibri già precari nelle loro vite e si affacciano sull’orlo del precipizio mentre l’Europa sta per essere travolta dalla furia nazista. Un libro sui profughi dalla guerra oggi è più che mai attuale ma affonda anche nella storia familiare di Leavitt, «per salvarsi dai pogrom i miei nonni fuggirono da Lituania e Ucraina ma allora gli Usa avevano un’altra mentalità, molto più disponibile rispetto ai giorni nostri». Continua a leggere “Lisbona, la grande guerra e il desiderio di libertà. Intervista a David Leavitt”

Stefano Bartezzaghi racconta “il senso del ridicolo”, il primo festival dell’umorismo italiano.

Stefano Bartezzaghi
Stefano Bartezzaghi

Altan, Alessandro Bergonzoni, Maccio Capatonda, Francesco Piccolo, Sergio Staino e Gioele Dix sono alcuni fra i protagonisti di “Il senso del ridicolo”, il primo festival italiano sull’umorismo e la satira che si svolgerà a Livorno dal 25 al 27 settembre. Un festival di taglio culturale, non una mera galleria di comici ma un vero e proprio cammino culturale nei territori dell’umorismo e dell’ironia per guardarci allo specchio, fra pregi e debolezze.  Gazzetta del Sud ne ha parlato con il direttore artistico della kermesse, Stefano Bartezzaghi. Fine enigmista – figlio del celebre Piero, fra i più noti autori dell’enigmistica classica – linguista, giornalista e autore radiofonico, Bartezzaghi di recente è torna in libreria con “M – Una Metronovela” (Einaudi, pp.282 €20) in cui la sua memoria personale di Milano si mescola all’orizzonte superiore e inferiore della città meneghina. Un viaggio sentimentale capace di far sorridere il lettore, traendo spunto dall’uso quotidiano della metropolitana. Continua a leggere “Stefano Bartezzaghi racconta “il senso del ridicolo”, il primo festival dell’umorismo italiano.”

«Devo amare per riuscire a scrivere». Elisabetta Bucciarelli racconta “La resistenza del maschio”.

Elisabetta Bucciarelli
Elisabetta Bucciarelli

A PordenoneLegge l’ho ascoltata parlare, flirtare con il pubblico e sferzarlo con un contropensiero arguto, teso a smontare i cliché narrativi. Elisabetta Bucciarelli – scrittrice, sceneggiatrice, saggista e autrice tv – torna in libreria con “La resistenza del maschio” nel catalogo di una delle più interessanti case editrici del momento, NNEditore (pp.240 €13) che si sta distinguendo grazie ad un catalogo variegato e la bella consistenza fisica dei libri. La Bucciarelli, padrona dei ritmi del noir (nel 2010 con “Ti voglio credere”, Kowalski vinse il Premio Scerbanenco per il miglior noir italiano) in questo romanzo prende di mira il maschio contemporaneo, indagandone lo stile di vita e il mutare del suo approccio seduttivo. Da anni leggiamo di questi presunti “nuovi maschi” ma la Bucciarelli anziché osservarli passivamente ne ha indossato i panni e in un azzeccato doppio piano narrativo, alterna le vicende de L’Uomo e quelle di tre donne in attesa in uno studio medico. In tal modo svela anche le nevrosi femminile, l’ansia di vivere in un tempo ritmato dai traguardi, frantumato dall’instabilità. L’Uomo professa l’attesa, la sospensione, una distanza emotiva che non anela al climax del possesso totale e come tutti i personaggi azzeccati in letteratura, si finisce per amarlo o per odiarlo. Personalmente, io l’ho adorato pur con tutte le sue contraddizioni.  Continua a leggere “«Devo amare per riuscire a scrivere». Elisabetta Bucciarelli racconta “La resistenza del maschio”.”

Concita De Gregorio: «il dolore fa male ma noi dobbiamo saper tornare al mondo»

Concita De Gregorio
Concita De Gregorio

Irina Lucidi ha perso le tracce delle sue due gemelle di sei anni – Alessia e Livia – il 31 gennaio 2011. L’ex marito Mathias Schepp le rapisce e dopo 5 giorni di viaggio, attraverso la Francia e la Corsica, arriva a Cerignola in Puglia, posteggia l’auto, va in stazione e si fa travolgere dal treno. Nessuna notizia delle due bimbe, la cui sorte resterà sepolta nell’oblio. Mathias lascia però un biglietto che non lascia spazio alla speranza: «le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più».  Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica con un impatto emotivo fortissimo rivelando l’approssimazione delle indagini svolte dai gendarmi svizzeri, incapaci di ammettere la possibilità che un uomo stimato dalla comunità potesse macchiarsi di queste efferate colpe, tanto che alla fine proprio Irina, la vittima, è stata isolata e silenziosamente condannata. Oggi Irina ha quasi 50 anni e ha voluto raccontare la sua vicenda a Concita De Gregorio – giornalista, scrittrice e mamma di quattro figli – fortemente consapevole del potere terapeutico insito nelle parole. Il frutto di questo incontro è il libro “Mi sa che fuori è primavera” (Feltrinelli, pp.122 13€), un testo asciutto, empatico nel modo in cui racconta il dolore, nel pesare le nostre colpe per ciò che ci accade. Oggi Irina ha ritrovato l’amore e difatti questo libro racconta anche la possibilità di ricominciare un giorno anche ad essere felici, nonostante tutto.  Continua a leggere “Concita De Gregorio: «il dolore fa male ma noi dobbiamo saper tornare al mondo»”