#HoLettoCose – Il Feroce Saracino (Pietrangelo Buttafuoco, Bompiani, 2015).

#HoLettoCose – Il Feroce Saracino (Pietrangelo Buttafuoco, Bompiani, 2015).

buttafuoco_saracino-PIATTO-256x420  Gli unici libri che m’interessano sono quelli che dilatano il tempo, lo sottomettono, lo cannibalizzano, imponendosi alla mia attenzione, più urgenti di tutto. Al punto che leggerli non è solo un piacere ma molto di più. Così sono i libri che sono al centro di #HoLettoCose, questa mia rubrica libri emotiva, scanzonata e non richiesta. Ne parlo esclusivamente perché mi hanno folgorato.

  Così è avvenuto con “Il feroce saracino – La guerra all’Islam. Il califfo alle porte di Roma”, il pamphlet del giornalista e scrittore siciliano, Pietrangelo Buttafuoco, edito da Bompiani. Dopo aver letto “Buttanissima Sicilia” e il lirico “I cinque funerali della signora Göring”, aspettavo questa nuova uscita con grande curiosità e visto il tema, il rapporto fra l’Islam e l’Occidente, presagivo scintille, ragionamenti fuori dalle linee, agli antipodi dal perbenismo imperante sulla stampa. Continua a leggere “#HoLettoCose – Il Feroce Saracino (Pietrangelo Buttafuoco, Bompiani, 2015).”

«Ho scelto l’italiano. Il mio rifugio». La scrittrice Premio Pulitzer, Jhumpa Lahiri, si racconta.

Jhumpa Lahiri
Jhumpa Lahiri

«Qui in Italia, dove mi trovo benissimo, mi sento imperfetta più che mai. Ogni giorno, mentre parlo, mentre scrivo in italiano, mi scontro con l’imperfezione. Più mi sento imperfetta, più mi sento viva». Dopo lo straordinario successo ottenuto con il suo libro d’esordio “L’interprete dei malanni” (Guanda editore, 2000, tr.it. Claudia Tarolo) con cui ha ottenuto il celebre Premio Pulitzer per la narrativa e il successo internazionale ottenuto con “L’omonimo” (Guanda editore, 2006, tr.it. Claudia Tarolo) – da cui è stato tratto anche il film di Mira Nair, “Il destino nel nome” – la scrittrice Jhumpa Lahiri torna in libreria con “In altre parole” (Guanda editore, pp.160 €14). Nata in Inghilterra da genitori bengalesi, Jhumpa Lahiri ha trascorso tutta l’adolescenza negli Stati Uniti ma in questo libro racconta la sua lunga storia d’amore con la lingua italiana, sbocciata vent’anni fa quando, appena laureata, compì il suo primo viaggio a Firenze; scattò subito la scintilla con la nostra lingua e una volta tornata a New York iniziò a studiarla. Continua a leggere “«Ho scelto l’italiano. Il mio rifugio». La scrittrice Premio Pulitzer, Jhumpa Lahiri, si racconta.”

Daniel Pennac: «la lettura non ti salva da niente ma non sarai mai più solo».

Daniel Pennac
Daniel Pennac

L’enunciazione dei diritti del lettore – contenuti in “Come un romanzo” (Feltrinelli, 1993) lo ha reso celebre nel mondo, liberando l’atto di leggere dal giogo pedagogico a favore di un approccio libero con i libri. Daniel Pennac, all’anagrafe Daniel Pennacchioni, nasce a Casablanca il 1° gennaio 1944, per oltre trent’anni si dedica all’insegnamento ma la passione per la scrittura è travolgente e lo consegnerà ad una nuova vita, tanto che nel 2005 riceverà la Legion d’Onore per le arti e la letteratura. Oggi Daniel Pennac è unanimemente considerato uno degli scrittori più influenti e letti, spaziando dai romanzi del ciclo Malaussène ai saggi (ricordiamo “Diario di un corpo”, 2008) sino ai testi teatrali (come “Grazie”, Feltrinelli – 2004), la scrittura per ragazzi (“Abbaiare stanca”, Salani – 1993) e persino i fumetti (“Gli esuberati” con Jacques Tardi, Feltrinelli – 2000). Continua a leggere “Daniel Pennac: «la lettura non ti salva da niente ma non sarai mai più solo».”

Chi ha paura dei lettori? Jean-Paul Didierlaurent si racconta.

3127649-9788817079242Ogni giorno, un uomo si reca al lavoro prendendo il treno delle 6.27 che attende sulla banchina in mezzo a tanti altri pendolari come lui. Appena vi sale, anziché prendere posto nel vagone, si siede sul predellino e comincia a leggere le pagine sopravvissute alla distruzione che lui stesso comanda, seppur controvoglia. Il protagonista di “Un amore di carta” (Rizzoli, pp.192 €15 trad. it. di Maurizia Balmelli) il romanzo d’esordio dello scrittore francese Jean-Paul Didierlaurent, si chiama Guylain Vignolles ed è una delle tante persone che conducono esistenze invisibili. Lavora in una fabbrica di riciclaggio, al servizio di un’impietosa trituratrice di libri invenduti soprannominata “la Cosa” che ogni giorno fagocita pile su pile di titoli resi agli editori per farne una poltiglia puzzolente da cui verranno generati nuovi libri che, fatalmente, torneranno nelle sue fauci. C’è un modo per sopravvivere a questa quotidiana distruzione? Guylain ha scoperto che nei meandri della macchina poche pagine riescono miracolosamente a salvarsi e ogni sera, a fine turno, con la scusa di dover pulire la pancia del mostro, lontano da occhi indiscreti, recupera quelle pagine sfuse per poi poterle leggere allo scompartimento di pendolari al mattino dopo. Finché la sua esistenza solitaria e ordinaria viene sconvolta dal ritrovamento di una penna usb contenente il diario di una certa Julie, addetta ai bagni di un centro commerciale. La vita di Guylain è travolta da quelle pagine così personali e quelle parole saranno capaci di scardinare due esistenze invisibili, dando vita ad una ricerca romantica ma forse impossibile. “Un amore di carta” è il folgorante esempio del potere liberatorio della lettura dalle brutture, dal grigiore del quotidiano, riuscendo ad elevare anima, persino a mondarla dai peccati.

Recentemente ci sono stati roghi di libri a Mosul. Perché i regimi bruciano i libri?

«Ciò dimostra ancora una volta che i libri continuano ad essere considerati qualcosa da temere. Sono il simbolo stesso della cultura. Sin dalla notte dei tempi, purtroppo, assistiamo a questi tentativi barbari per fermare il progresso della conoscenza, rischiando di farci piombare nell’oscurantismo più cupo. Ma i libri finiscono sempre risorgere dalle ceneri. Volete una prova ? Pensate alla marea di disegni che hanno invaso il pianeta dopo il massacro atroce di fumettisti di Charlie Hebdo. Mi piace pensare che le penne siano sempre più forti delle armi e della violenza». Continua a leggere “Chi ha paura dei lettori? Jean-Paul Didierlaurent si racconta.”

Eryka Pucci #readerguest su @Stoleggendo con tre giorni pieni di “incontri” d’autore

Eryka Pucci
Eryka Pucci

Quando Francesco Musolino mi ha chiesto di “gestire” l’account di @Stoleggendo per tre giorni, ho accolto l’idea con entusiasmo: da mesi apprezzo il lavoro che svolge sui social con questo progetto mettendoci passione e impegno costanti. Ho subito pensato che sarebbe stata un’occasione bellissima ma anche di grande responsabilità. Insegno da 15 anni nella scuola primaria, appassionare i ragazzi alla lettura è una delle mie priorità perché ho sperimentato sulla mia pelle quanto la lettura possa davvero aprire gli occhi, incoraggiare e, in qualche modo, “salvare”. Continua a leggere “Eryka Pucci #readerguest su @Stoleggendo con tre giorni pieni di “incontri” d’autore”