Irina Lucidi ha perso le tracce delle sue due gemelle di sei anni – Alessia e Livia – il 31 gennaio 2011. L’ex marito Mathias Schepp le rapisce e dopo 5 giorni di viaggio, attraverso la Francia e la Corsica, arriva a Cerignola in Puglia, posteggia l’auto, va in stazione e si fa travolgere dal treno. Nessuna notizia delle due bimbe, la cui sorte resterà sepolta nell’oblio. Mathias lascia però un biglietto che non lascia spazio alla speranza: «le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più». Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica con un impatto emotivo fortissimo rivelando l’approssimazione delle indagini svolte dai gendarmi svizzeri, incapaci di ammettere la possibilità che un uomo stimato dalla comunità potesse macchiarsi di queste efferate colpe, tanto che alla fine proprio Irina, la vittima, è stata isolata e silenziosamente condannata. Oggi Irina ha quasi 50 anni e ha voluto raccontare la sua vicenda a Concita De Gregorio – giornalista, scrittrice e mamma di quattro figli – fortemente consapevole del potere terapeutico insito nelle parole. Il frutto di questo incontro è il libro “Mi sa che fuori è primavera” (Feltrinelli, pp.122 13€), un testo asciutto, empatico nel modo in cui racconta il dolore, nel pesare le nostre colpe per ciò che ci accade. Oggi Irina ha ritrovato l’amore e difatti questo libro racconta anche la possibilità di ricominciare un giorno anche ad essere felici, nonostante tutto. Continua a leggere “Concita De Gregorio: «il dolore fa male ma noi dobbiamo saper tornare al mondo»”
#HoLettoCose – Onora il babbuino (Michele Dalai, Feltrinelli, 2015)
Che libro ha scritto Michele Dalai? Faccio subito un passo indietro. Dalai è un omone con la barba e il sorriso buono. Potete seguirlo in tv o su twitter. Oppure no. Anche se è interista e non è bello dire certe cose perché è facile farsi una cattiva idea delle persone. Ma c’è una cosa che lo rende speciale: Michele Dalai è un editore – di quelli veri – e già il semplice fatto di credere nei libri in un simile momento, mettendoci la faccia e non solo, credo meriti un applauso. Ma a dirla tutta c’è un’altra cosa che gli fa onore.
Marco Missiroli è uno dei più talentosi scrittori italiani e la conferma arriva da più parti. Dai lettori, in primis, che lo attestano ai vertici delle classifiche di vendita da settimane, dalla critica letteraria che lo ha generosamente recensito e infine anche d’Oltralpe, visto che Emmanuel Carrère lo ha definito “scrittore d’eccellenza”. In un periodo in cui si va a caccia di lettori, ricca di spunti è la biografia di Missiroli: riminese, classe ’81, si scopre lettore tardivo destando la propria passione per la parola scritta a diciannove anni che poco dopo lo condurrà verso la scrittura. Con successo, visto che il suo libro d’esordio, “Senza coda” (Fanucci, 2005), gli valse il Premio Campiello opera prima e con il suo quarto romanzo, “Il senso dell’elefante” (Guanda, 2012) ha ottenuto il Premio Campiello Giuria dei Letterati 2012. Nel suo nuovo romanzo “Atti osceni in luogo privato” – fresco vincitore del Premio Mondello Opera Italiana e pubblicato da Feltrinelli (pp.256 €16) – Missiroli firma una storia capace di toccare i lettori sia a livello cerebrale che emotivo, raccontando la storia di Libero Marsell e il suo percorso di crescita dai dodici anni sino alla maturità: affettiva, intellettiva e sessuale. Sin dalla copertina – recante uno storico scatto del fotografo Erwin Blumenfeld – Missiroli prende in contropiede il lettore, con una prosa sempre fluida e musicale ma densa di sensualità e presenze femminili misteriose e conturbanti. Su tutte spiccano Lunette, la giovane farfalla nera che battezza Libero ai piaceri della carne e ai dolori del cuore; e Marie, la bibliotecaria parigina, irraggiungibile promessa di felicità. Missiroli racconta il percorso agrodolce di un ragazzo invisibile che troverà la sua strada e questo cammino è costellato da letture d’autore – da Camus a Buzzati, da Faulkner a Whitman – ribandendo, a nostro avviso con forza, che anche le esperienze vissute sulla pagina scritta contribuiscono a renderci più vivi e consapevoli. Continua a leggere “«C’è una zona d’ombra in tutti noi, ma solo alcuni sono pronti a scoprirne le conseguenze». Marco Missiroli si racconta”
L’enunciazione dei diritti del lettore – contenuti in “Come un romanzo” (Feltrinelli, 1993) lo ha reso celebre nel mondo, liberando l’atto di leggere dal giogo pedagogico a favore di un approccio libero con i libri. Daniel Pennac, all’anagrafe Daniel Pennacchioni, nasce a Casablanca il 1° gennaio 1944, per oltre trent’anni si dedica all’insegnamento ma la passione per la scrittura è travolgente e lo consegnerà ad una nuova vita, tanto che nel 2005 riceverà la Legion d’Onore per le arti e la letteratura. Oggi Daniel Pennac è unanimemente considerato uno degli scrittori più influenti e letti, spaziando dai romanzi del ciclo Malaussène ai saggi (ricordiamo “Diario di un corpo”, 2008) sino ai testi teatrali (come “Grazie”, Feltrinelli – 2004), la scrittura per ragazzi (“Abbaiare stanca”, Salani – 1993) e persino i fumetti (“Gli esuberati” con Jacques Tardi, Feltrinelli – 2000). Continua a leggere “Daniel Pennac: «la lettura non ti salva da niente ma non sarai mai più solo».”