Questa vita tuttavia mi pesa molto, Edgardo Franzosini, Adelphi. (“Gazzetta del Sud” – 14 ottobre 2015)

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«Visto che il mondo non sta fermo, le mappe saltano e diventano obsolete». Vittorio Giacopini racconta “La Mappa”

Vittorio Giacopini
Vittorio Giacopini

Un romanzo storico ambizioso, capace di raccontare una nuova era, il romanticismo, e la morte della politica che diventa soltanto potere e spirito di conquista. Ne “La Mappa” (Il Saggiatore, pp.332 €18) Vittorio Giacopini – scrittore, giornalista e conduttore di Radio3 – si immerge nell’atmosfera fra i lumi e il romanticismo, non per un’analisi critica dei fatti ma, al contrario, per narrare gli “atti mancati”, i passaggi a vuoto della storia, ovvero il “mancato incontro dell’Italia, e dell’Europa, con illuminismo e rivoluzione”. Protagonista del romanzo finalista al Premio Campiello 2015 è il cartografo Serge Victor, un figlio dell’illuminismo, convinto che “prima venga la mappa e poi l’azione”, dunque il trionfo della pianificazione tattica e lo studio delle variabili contro il caos inevitabile degli eventi tentando di eludere l’avanzata scomposta e inarrestabile dei sentimenti. Ma la storia finisce sempre per compiere il proprio corso e le mappe mutano e diventano obsolete, incapaci di cogliere i mutamenti della realtà sotto i nostri occhi. Continua a leggere “«Visto che il mondo non sta fermo, le mappe saltano e diventano obsolete». Vittorio Giacopini racconta “La Mappa””

I grandi della letteratura risplendono a Taormina. Antonella Ferrara presenta TaoBuk2015

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Antonella Ferrara

Il premio Nobel turco Orhan Pamuk, lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, il violinista Uto Ughi, il magistrato Raffaele Cantone e la cantante israeliana Noa, saranno le star della serata inaugurale della quinta edizione della kermesse culturale Taobuk-Taormina International Book Festival che si svolgerà il 19 settembre al Teatro Antico di Taormina. Il festival, ideato e diretto dall’imprenditrice siciliana Antonella Ferrara e dal giornalista e scrittore Franco Di Mare, si concluderà il 25 settembre e quest’anno riguarderà il tema “Gli ultimi muri”, inteso come il necessario superamento delle barriere ideologiche, culturali e sociali derivanti dai conflitti della stretta attualità. Del resto, anno dopo anno, TaoBuk si è messo in luce nella serrata competizione dei festival letterari italiani, attestandosi come il salotto culturale al centro del mar Mediterraneo grazie alla partecipazione di grandi personalità del mondo della letteratura. Numerosi gli ospiti presenti nel ricco programma della quinta edizione fra cui spiccano David Levitt, Daria Bignardi, Stefano Benni, Vinicio Capossela, Don Ciotti, Alessandro D’Avenia, Marco Missiroli, Letizia Muratori, Luca Sofri, il premio Strega Nicola Lagioia, lo chef Carlo Cracco e il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti. Continua a leggere “I grandi della letteratura risplendono a Taormina. Antonella Ferrara presenta TaoBuk2015”

Una, nessuna e centomila Milano. Alessandro Robecchi si racconta

Alessandro Robecchi
Alessandro Robecchi

Dopo il felice esordio nella noir con “Questa non è una storia d’amore”, Alessandro Robecchi ritorna in libreria con “Dove sei stanotte” (Sellerio, pp.350 €14). Carlo Monterossi, autore televisivo di successo con la sua tv-spazzatura, si ritrova invischiato in un altro pasticcio: gli toccherà ancora una volta vestire i panni dell’investigatore per tirarsene fuori, al contempo preda e cacciatore, sempre sotto l’occhio vigile dei suoi angeli custodi. Robecchi – milanese classe ’60, giornalista, autore televisivo di successo per Maurizio Crozza e già caporedattore presso il giornale satirico “Cuore” – riporta il lettore nella sua Milano, fra il Salone del Mobile e i faraonici numeri dell’Expo, ma anziché fermarsi nei tipici scenari turistici, si inoltra nelle periferie ricche di speranza e immigrazione, lontano dai riflettori della «capitale morale d’Italia». Alessandro Robecchi è stato recentemente protagonista in Sicilia partecipando alla fiera dell’editoria “Una Marina di Libri” di Palermo e al festival “A tutto volume” a Ragusa.  Continua a leggere “Una, nessuna e centomila Milano. Alessandro Robecchi si racconta”

Intervista a Roberto Saviano: «credere nei giovani significa investire sul nostro futuro».

Roberto Saviano
Roberto Saviano

Anni fa quando denunciò le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nord-est d’Italia, e fu il primo a farlo, quasi tutti gli diedero addosso accusandolo di denigrare il Nord operoso e produttivo, la locomotiva d’Italia. Ma i fatti gli hanno dato tristemente ragione e oggi più che mai, Roberto Saviano continua a denunciare gli intrecci affaristici e le collusioni fra le istituzioni fra la camorra: «ciò che più importa – afferma Saviano – è che l’attenzione resti sempre alta, che gli italiani capiscano che nessuno è immune da certe dinamiche. In un paese in crisi le mafie sono le uniche ad avere i capitali necessari a tenere in piedi l’economia. Questa consapevolezza serve a creare anticorpi, non a deprimerci». Giornalista e scrittore, (nato a Napoli nel 1979), Roberto Saviano vive sotto scorta dal 2006, in seguito alle minacce ricevute dai clan camorristici che ha denunciato con fermezza sin dal suo libro d’esordio, “Gomorra” (tradotto in oltre 50 paesi con 10 milioni di copie vendute nel mondo), divenuto poi un testo teatrale, un film (Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2008) e una serie-tv esportata con successo in tutto il mondo. Oggi collabora con diversi quotidiani internazionali e riviste di approfondimento giornalistico ma la sua vita, proprio per via di quelle coraggiose denunce, è drasticamente mutata, privandolo in toto della quotidianità, della normalità, della semplice routine. Oggi a Gorizia, Roberto Saviano incontrerà settecento studenti con cui si confronterà sui temi della legalità, del consumo degli stupefacenti e dell’impegno civico. In tale occasione gli verrà consegnato il Premio Friuladria 2015, nell’ambito della XI° edizione di “èStoria – Festival Internazionale della Storia”, con una motivazione che premia e ribadisce l’importanza del suo lavoro giornalistico sul campo, un coraggioso esempio di denuncia coniugato ad una seria indagine storiografica di un fenomeno criminale ampiamente radicato nella storia d’Italia, come evidenzia la dalla motivazione ufficiale. Saviano ha scelto di destinare la somma abbinata al premio Friuladria “il romanzo della storia” ad un progetto dedicato agli studenti del Friuli Venezia Giulia. Dopo aver ritirato il premio e incontrato gli studenti, Roberto Saviano concluderà l’incontro con l’intervento intitolato, “Leggere per resistere al male”.  Continua a leggere “Intervista a Roberto Saviano: «credere nei giovani significa investire sul nostro futuro».”