“In cucina comando io”. Franco Di Mare si racconta.

 

Franco Di Mare
Franco Di Mare

Giornalista e conduttore televisivo, con un recente passato da inviato di guerra, Franco Di Mare torna in libreria con “Il teorema del babà” (Rizzoli, pp.224 €15), ambientato nella ridente cittadina di Bauci, sulla costiera amalfitana, dove si svolgeva anche il recente “Il caffè dei miracoli” (Rizzoli, pp.288 €18). A Bauci il Natale è alle porte e il cuoco Procolo Jovine sta preparando il suo ristorante, in cui si cucina da decenni secondo la rigida tradizione campana ma, complice una burocrazia distratta, sulla stessa piazza sta per aprire il ristorante di Jacopo Taddei, chef molecolare e noto volto televisivo. Il microcosmo di Bauci viene scosso dalla notizia e Di Mare costruisce una deliziosa commedia umana, in cui la paura per il futuro travolge tutti, meno Rosa, moglie devota ma fiera di Procolo. Tradizione contro innovazione, parmigiana di melanzane contro esperienze sensoriali, Di Mare tinge con ironia un ritratto metaforico dell’Italia dei mille campanili, in cui il forestiero da sempre è giudicato con sospetto.  Continua a leggere ““In cucina comando io”. Franco Di Mare si racconta.”

Marcello Fois si racconta: «La letteratura è un atto rivoluzionario»

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Marcello Fois

«Gli scrittori hanno la capacità di vedere sotto la superficie delle cose. Un dono e al contempo una maledizione». Esponente della nuova letteratura sarda e co-ideatore del Festival delle Storie di Gavoi, Marcello Fois è innanzitutto, una delle voci più complesse e autorevoli del panorama letterario italiano. Scrittore prolifico (già vincitore del Premio Italo Calvino e del Premio Dessì), nonché sceneggiatore e commediografo, con il suo nuovo romanzo “Luce perfetta” (Einaudi, pp.314 €20) ha concluso dopo un decennio di lavoro, la sua imponente trilogia (iniziata con “Stirpe” e proseguita con “Nel tempo di mezzo”) narrando la saga familiare dei Chironi lungo tutto il Novecento e con essa, la storia d’Italia e delle sue tante trasformazioni, centrando l’attenzione sul tema identitario, sulle radici dell’azione. Fermo sostenitore della necessaria tutela della lingua sarda, Fois non ha abbandonato l’utopica speranza che un giorno la Sardegna, spogliata di ogni sentimento nostalgico, possa essere indipendente, pur ammettendo che «la strada da compiere è ancora lunga». Continua a leggere “Marcello Fois si racconta: «La letteratura è un atto rivoluzionario»”

«L’altro siamo noi». Igiaba Scego si racconta a #3DomandeCon.

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Igiaba Scego con Adua.

Che legame corre fra la grande Storia e i corpi? Cosa accade alla nostra natura fisica in un sistema fortemente coercitivo? Perché amiamo tanto raccontare le gesta degli eroi se, in fin dei conti, la realtà è fatta di sfumature di quotidianità? E infine, dove nasce la nostra incapacità nel voler comprendere l’Altro? In “Adua” (Giunti, pp.192 €13) romanzo densamente stratificato, la scrittrice, giornalista e attivista per i diritti umani, Igiaba Scego, compie un viaggio nella memoria colonialista con un romanzo a due voci, alternando la storia della giovane Adua a quella del più maturo Zoppe. Senza essere mai melensa né moralista, la Scego – già firma di “Internazionale” – ci invita ad accostarci al suo romanzo per specchiarci in esso e affrontare i nostri muri, quei preconcetti che ci impediscono di fare un fronte comune contro le ingiustizie e il razzismo dilagante nella nostra società occidentale. Oggi più che mai. Così Igiaba invita l’Italia a cogliere la sfida, «a meticciarsi», diventando «un paese per giovani, donne, bambini. Oggi non lo è».

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Le stelle cadenti, metafore del nord-est italiano. Chiara Passilongo si racconta a #3DomandeCon

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Chiara Passilongo

Che fine ha fatto la locomotiva d’Italia? Che ne è stato di quel nord-est operativo e brillante, dalla cui inventiva prodigiosa doveva derivare la ripresa dell’Italia intera? Perché si è spento quel sacro furore? Nel suo ambizioso romanzo d’esordio, La parabola delle stelle cadenti (Mondadori, pp.384 €18.50) Chiara Passilongo, racconta la storia di una famiglia italiana e attraverso essa, come una lente, rilegge gli ultimi quarant’anni della nostra storia. Al centro delle vicende, il capo famiglia, Achille Vicentini, imprenditore nel ramo dei dolciumi con fantasie destrorse e al suo fianco la moglie Nora – dalla forza contrastante – e i due figli gemelli, Francesco e Gloria, destinati ad un futuro diverso da quello desiderato dai propri genitori. La Vicentini srl diventa San Lorenzo srl e la sua storia si intreccia, pagina dopo pagina, con quella della nuova generazione, riflettendone sia i trionfi che gli amari fallimenti. Uno spaccato intergenerazionale, un’istantanea su campo aperto, che la Passilongo ha scelto di narrare con un ritmo vivace, strizzando l’occhio allo storytelling odierno, rivelando la capacità di maneggiare con destrezza una materia viva e socialmente complessa, alternando al punto di vista sui singoli destini, quello sull’Italia che muta, che scivola via, lontana dal sogno. È un piccolo caso anche il dietro le quinte della pubblicazione di questo libro e ancor prima l’idea della Passilongo di scrivere un romanzo, nei ritagli di tempo, cercando una via alternativa a quella tracciata.

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Annarita Briganti torna in libreria: «La solitudine è una droga, come un jeans vecchio, troppo comodo».

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Annarita Briganti

Dopo l’esordio con “Non chiedermi come sei nata”, la giornalista Annarita Briganti torna in libreria con il suo secondo libro, “L’amore è una favola” (edito anch’esso da Cairo editore, pp.192 €13) riportando in pagina la sua protagonista e alter ego, Gioia Lieve. Tornano i temi del libro d’esordio – il precariato culturale, la fecondazione (fu la prima a sollevare la necessità di riformare la legislatura della legge 40) e l’ostinata ricerca dell’amore in un mondo cinico e dominato dall’ego – ma non solo, visto che la Briganti tocca anche il tema, più che mai attuale, degli stalker e della violenza femminile – declinata non solo in senso fisico – ribadendo la necessità e il valore dell’amicizia fra donne, meglio se complementari (come accade nel quartetto del “cerchietto magico”) continuando, con ostinazione a ricercare l’Amore puro in una storia controversa – e con un eros torrido – al fianco dell’Artista, Guido Giacometti. Continua a leggere “Annarita Briganti torna in libreria: «La solitudine è una droga, come un jeans vecchio, troppo comodo».”